L'occhio
L'occhio è lo strumento del corpo che è sensibile alla luce, ma chi vede è il cervello.
Nella visione il cervello compensa continuamente le dominanti cromatiche e quindi fa si che un foglio di carta
bianco lo vediamo tale sotto il cielo blù di una giornata di sole in alta montagna o davanti a una lampadina
che ha in realtà una forte dominante rossa.
Questa capacità della mente all'adattamento cromatico è essenziale nella vita di tutti i giorni,
ma scomoda quando si deve fotografare: non si sa mai infatti qual'è il colore vero delle cose o delle
persone che si stanno per fotografare.

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Le pellicole
Il film colore è costituito da tre strati sensibili a diverse frequenze di radiazione luminosa.
Il punto essenziale è che se il cervello compensa le dominanti cromatiche, le pellicole non lo possono
ovviamente fare; la pellicola registra quindi fedelmente l'effettiva radiazione presente in quell'istante.
Accade così che in una giornata luminosa in montagna, anche se voi vedete "bianco", tutto
apparirà lievemente bluastro, oppure che il "bianco" delle vostre pareti di casa
la sera sarà terribilmente giallo.
Per i film negativi la cosa si corregge decentemente in stampa, per le dia no!

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I sensori digitali
Il sensore digitale è costituito da una schiera di piccolissimi elementi sensibili alla luce: i pixel.
I pixel sono disposti uno di fianco all'altro alternativamente sensibili al rosso, al blu e al verde con una logica simile a quella delle
pellicole.
La differenza sta nel fatto che attraverso software di analisi cromatica, è possibile bilanciare le
dominanti cromatiche in modo da avere una risposta simile a quella del cervello umano.
In più, attraverso il software vengono operate complicate calcoli di interpolazione per massimizzare la
cattura dei particolari dell'immagine e renderla nitida.

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