Non è finita! Una volta che vi siete dotate di macchina e obiettivi tocca comprare gli
"accessori", che molto spesso di accessorio non hanno nulla e di indispensabile molto...
Senza un po' di
filtri, senza cavalletti e borse alla fine non si fotografa, sembrerà strano ma è così. Per non parlare noltre degli "accessori" indispensabili per il controllo della luce come il flash e i pannelli riflettenti (li
trovate nella pagina della luce) senza di cui sarà difficile fare dei ritratti decenti.
Gli accessori sono molti e costosi. Ecco una lista del minimo
indispensabile. |
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Filtri
Una volta, quando ero patita del b/n, il corredo dei filtri era più prezioso della collezione dei santi del
calendario. Adesso quelli che servono sono soltanto due o tre, per fortuna: il polarizzatore, il filtro degradante grigio,
e se fate foto di interni, i Kodak Wratten per la compensazione delle dominanti cromatiche.
Il polarizzatore, è il filtro più importante, nel box accanto c'è una breve descrizione di come funzione; la
cosa importante è che è indispensabile per controllare i riflessi e le trasparenze. Utile sempre, indispensabile al
mare e nelle giornate di sole forte e chiaro.
Il polarizzatore è generalmente montato su una ghiera girevole davanti all'obbiettivo; per usarlo bene è indispensabile
fotografare con una reflex e girando il filtro sarete in grado di eliminare i riflessi indesiderati o di rendere più
trasparenti acqua e vetri. Fra tutti i filtri è quello davvero indispensabile, talmente indispensabile
che è meglio possederne un paio da tener sempre montati sugli obiettivi più usati.
Compensazioni cromatiche. Il nome è altisonante, ma vuol dire solo la possibilità di non far diventare gialli
parenti e amici quando li fotografate in casa. I filtri per le compensazioni cromatiche hanno una (più o meno)
leggera colorazione nel colore opposto a quello che devono correggere: per correggere una dominate blu, saranno
ambra; per correggere una dominante verde, saranno di color ciano, ecc. Il difficile viene quando si deve stabilire
quale livello di correzione bisogna introdurre... e l'occhio in questo caso non aiuta! Se siete perfezioniste,
l'unica è comprare un costosissimo termocolorimetro.
Per fortuna al giorno d'oggi, con le attuali pellicole negative e le correzioni automatiche apportabili in sede di
stampa, questi filtri servono raramente e solo se fate diapositive...
Filtri degradanti. Servono per compensare le estreme differenze di luminosità fra, per esempio, un cielo luminosissimo e una terra
scura. Sono assai difficili da usare (alla fine si nota sempre qualcosa di artefatto) e si usano raramente; ma la
volta che vi servono sono preziosi come il pane! |
La polarizzazione della luce
La luce ha una natura ondulatoria: onde elettomagnetiche che si propagano alla velocità - per
l'appunto! - della luce. Tralasciamo la natura duale (corpuscolare e ondulatoria) della luce, dimentichiamoci
della velocità della luce come un invariante fisico; pensiamo invece a che succede quando queste onde passano
attraverso una sottilissima griglia: passeranno solo quelle che hanno il piano di vibrazione parallelo alla struttura della
griglia. Questa è la polarizzazione della luce.

Questo effetto non lo fa solo una lamina polaroid, lo fanno anche tutte le superfici riflettenti di tipo metallico
e l'acqua. Così con una lamina polaroid davanti all'obbiettivo si possono eliminare i riflessi, rendere più o meno
trasparente acqua e vetri o scurire il cielo.
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Esposimetro
Sembrerebbe un oggetto di antiquariato, in fondo le macchine moderne sono dotate di sistemi esposimetrici
raffinati, complicati e capaci di prevedere tutto o quasi; in più le pellicole perdonano errori anche clamorosi,
ma... ma in realtà gli esposimetri delle macchine misurano la luce riflessa, mentre la luce che conta è quella
incidente sul vostro soggetto.
Ed ecco che un buon esposimetro - per una misura precisa della luce incidente - diventa essenziale, per non parlare
del bilanciamento fra luce naturale con quella del flash.
Un buon esposimetro, oltre ad essere preciso, deve come minimo permettere una buona lettura della luce incidente e
deve permettere di fare il confronto con la luce riflessa: è il solo modo che permette di valutare quanto il vostro
soggetto assorbe o rifletta la luce. |
Il Flash
Serve a due cose. L'utilizzo più frequente è di far fare la faccia a pesce lesso di parenti e amici,
quello meno frequente è di bilanciare la luce naturale togliendo le ombre
più marcate e compensando l'illuminazione delle zone troppo scure.
Nel primo caso è sufficiente una luce messa sopra la macchina (e più potente
è, più la faccia da pesce lesso viene meglio), nel secondo caso invece
servono luci che si possono regolare in direzione, angolo e parabola;
piccole cose, ma alla fine piuttosto costose. Per sapere come usare il
flash, vai alla Pagina della luce.
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Bilanciamento della luce flash
Si tratta di un sistema di calcoli piuttosto complesso che permette di dosare la giusta
quantità di luce artificiale da aggiungere alla luce solare.
Macchine e flash moderni permettono di fare ciò automaticamente, ed è un bel
vantaggio. |
Borse
Vi vien voglia di andare a fare un giro a fotografare? Bene, ecco l'elenco di minima: corpo macchina,
zoom corto, medio e lungo, polarizzatori, monopiede, flessibile, un paio di rullini, flash, pile di scorta
(essenziali: la rabbia che mi è presa più di una volta per le pile scariche fa male al fegato)... bisogna inzeppare
il tutto da qualche parte.
Posto che nessuna è quadrumane, la borsa diventa indispensabile. Alla fine anche di borse se ne finisce di averne
un corredo: quella piccolina per un corpo e due tre obiettivi; quella media e quella grande quando si tratta di
organizzare delle uscite in grande stile. |
Cavalletti e monopiedi
Avete mai provato a fare una foto alle 8 di sera? Se si, capirete a che serve un cavalletto...
Spesso, scattando con tempi lunghi o con i teleobiettivi, il problema principale è come evitare di tremolare, di fare quel tremolio invisibile e naturale che si ha anche respirando, anche premendo il più morbido dei pulsanti di scatto....
Micromosso: così si chiama l'effetto che ne vien fuori, tanto che la maggior parte delle foto che "si vedono
male" dipende proprio da questo e non dalla cattiva qualità della macchina o dell'obiettivo.
Il cavalletto, o il suo fratellino monopiede, è scomodo, ingombrante, pesante e fastidioso; a girarci per strada
non si sa mai dove tenerlo, ed ogni volta che bisogna puntare la macchina fotografica ne vien fuori un affare di
stato, ma senza non si fotografa con i teleobiettivi o alla sera. Inevitabile! |
Le foto di appostamento
Si tratta sostanzialmente di starsene fermi per ore in un posto ad attendere che il soggetto arrivi
e si possa scattare una foto. Di solito si usano lunghi teleobiettivi.
Ci si apposta per le foto naturalistiche, per le foto di sport o per cose
del genere.
In questi casi sono praticamente obbligatori robusti cavalletti e una ancora più robusta dose di
pazienza, che io non ho. E così questo tipo di foto non è proprio il mio!. |