La guida all'acquisto

Per fotografare serve l'attrezzatura

Ed è facile buttare un sacco di soldi dalla finestra.

In questa pagina troverete tutte le dritte per comprarvi le cose giuste, almeno secondo me, senza spendere il triplo del necessario. In fondo la macchina è solo uno strumento: il bello è fotografare, non il feticistico possesso di un qualche strumento anche se di alta micromeccanica.

 

 

Indice della pagina

  1. Le basi del corredo fotografico

  2. Il corpo macchina

  3. Gli obiettivi - cosa sono

  4. Gli obettivi - il corredo

  5. Gli accessori

  6. La manutenzione

Le basi del corredo fotografico

Per fotografare basta (e spesso avanza) la macchinetta usa-e-getta. (10 euro). Non dimenticate che con macchine dalle prestazioni praticamente simili è stata fatta la storia della fotografia per oltre un secolo.

Siete rispettose dell'ambiente? allora potete comperare una compatta automatica: anche con le più semplici riuscirete a scattare il 90% delle foto che vorreste fare (150 euro).

Siete pigre? se non volete andare avanti e indietro per cercare la miglior inquadratura, una compatta automatica zoom va benissimo e se sulla macchina c'è un flash decente (ricordate: è più importante il flash che l'escursione focale dello zoom) scatterete il 95% delle vostre foto (250 euro). Con una macchia così, avrete in mano qualcosa che la metà dei più grandi fotografi della storia si sognavano di avere.

Non vivete se non fate foto notturne, controluce mozzafiato e complicati effetti di luce? Vi tocca comperare una compatta evoluta o meglio ancora una reflex entry level con uno zoom medio (500 euro): a questo punto se non siete impallinate a morte avete l'attrezzatura per fare il 100% delle vostre foto!
La passione vi rode: caccia fotografica, macrofoto o altre specialità sono pane quotidiano? A questo punto vi necessita una reflex intermedia, uno zoom medio, un grandangolo e un telezoom, un cavalletto e un buon flash (2500 euro).

Volete - e sapete - controllare la prospettiva del vostro futuro soggetto, siete convinte che il controllo maniacale della luce è condizione essenziale per la buona foto e pensate che un viaggio non è un viaggio se non fate almeno 20 rullini e un portfolio con 50 immagini 20x30? Allora diventa obbligatoria una reflex intermedia, zoom intermedio, zoom grandangolare, medio tele, telezoom, cavalletto, flash, esposimetro esterno, filtri  polarizzatori e neutral gray (4000 euro).

Pensate che se siete senza macchina fotografica vi sentite nude? Adorate il b/n e per voi il sistema zonale di Ansel Adams non ha segreti? Pensate che potreste mettervi in competizione con i professionisti? Siete arrivate alle reflex top di gamma, zoom grandangolare, medio zoom e telezoom ad apertura fissa, grandangolo, normale e medio tele luminosi a f/1.4 o f/1.8, cavalletti e monopiede, filtri, flash con slave, esposimetro esterno, scanner per film, Adobe Photoshop, stampante fotografica - e pc, naturalmente - (12000 euro escluso il pc).

Almeno una volta all'anno vi fate un viaggio in Patagonia e nella foresta tropicale? A questo punto a tutto quello che avete comperato di sopra dovete aggiungere una reflex ammiraglia, in fondo vi bastano altri due o tre mila euro!

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Il corpo macchina

E adesso passiamo alla sezione per le impallinate. Da qui in poi ha senso leggere solo se pensate che la fotografia è una attività seria per passare il tempo!

Parliamo delle refelx, quelle con gli obiettivi intercambiabili e la visione dell'inquadratura attraverso l'obiettivo.

Il punto di partenza è che le buone foto non le fa la macchina. Tutto quello che in più vi può dare un corpo macchina sono la robustezza un po' di maggior comodità d'uso e delle opzioni per le foto specialistiche.
Una macchina "robusta" vi permette di cambiare senza problemi gli obiettivi (ovvero ha l'innesto ottiche in metallo); può essere portata senza problemi al caldo e al freddo (cassa in metallo); il trascinamento pellicola e gli ingranaggi di armamento dell'otturatore non sono di plastica, l'otturatore è garantito per almeno 50,000 scatti, è sufficientemente preciso e costante nei tempi e permette sincro-flash veloci; il mirabox è il più luminoso possibile e la sua area di visione la più grande possibile (le macchine professionali si vantano di una copertura del 100%, ma anche il 90% di una normale reflex va benissimo), può essere stagno alla polvere ed infine la macchina può sopportare pioggia e sabbia (tropicalizzazione).

Valutate con attenzione: ogni elemento di questa lista può costarvi più di qualche centinaio di euro ciascuno, e potrebbe darsi il caso che non li usiate mai!

Qualche esempio sulle funzionalità d'uso e sulla robustezza: se fate 10 o 20 rullini all'anno, un otturatore garantito 100,000 scatti ha senso solo se pensate che la vostra macchina sarà usata anche dai vostri pronipoti; un mirabox ultraluminoso serve davvero solo se fate foto notturne; il mirabox sigillato ha senso solo se cambiate gli obiettivi più spesso dei calzini da giorno; il trascinamento rapido serve se fate foto di azione, il sincro-flash ultrarapido serve solo se siete davvero brave a controllare il mix luce flash - luce naturale, eccetera.

Quanto alle caratteristiche accessorie, vanno distinti i gadget elettronici dalle funzioni di aiuto: programmi e programmini, sistemi anti-occhi rossi, dorsi data, eccetera, non servono quasi a nulla.
Se non siete appassionate di foto di architettura o di macrofotografia, dorsi, mirini e schermi intercambiabili, non vi serviranno mai.

Gli esposimetri evoluti a matrice possono essere utili, la misura esposimetrica automatica del flash è sempre molto utile, mentre i flash incorporati non lo sono quasi mai (non hanno portata sufficiente e in più fanno le facce da pesce lesso).
Ed infine io personalmente trovo utile il controllo manuale della profondità di campo, la possibilità di staratura dell'esposimetro e da ultimo la possibilità di regolare il timer dell'autoscatto con ritardi variabili (serve per le foto dal cavalletto).

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Gli obiettivi - cosa sono

I "vetri" (così amichevolmente sono detti gli obiettivi da quelli che pretendono familiarità con la fotografia) sono il cuore dei sistemi per fare foto.

Di obiettivi ce ne sono di tutti i tipi, misure e prezzi; per capire come orientarsi in questa giungla di vetro cominciamo da un po' di definizioni date dall'ottica geometrica. Il punto di partenza è che, per quanto complicato possa essere, un obiettivo corrisponde a una lente convessa e a nulla più...

Lunghezza focale: è la distanza in millimetri fra la pellicola e il punto nodale dell'obiettivo. Il "punto nodale" è il punto dove ha il centro la lente convessa che corrisponde all'obiettivo; un obiettivo di 50 mm di focale corrisponde a una lente convessa che mette a fuoco il soggetto se posta a 50 mm dalla pellicola. La lunghezza focale è normalmente misurata in millimetri.

Diametro immagine e angolo di campo: è il diametro che del cerchio dell'immagine prodotta dall'obiettivo.

E' ovvio che il diametro dell'immagine deve essere grande almeno quanto la diagonale della pellicola, altrimenti un pezzo della foto risulterà nera. L'angolo del cono di luce fra l'obiettivo e il piano dell'immagine è l'angolo di campo.
Poiché il cerchio dell'immagine è sempre lo stesso, più l'obiettivo è vicino al piano dell'immagine, cioè più la focale è corta, più l'angolo di campo sarà grande e ampio.

L'angolo di campo si misura in gradi.

 

Ed ecco qui qual'è l'effetto della lunghezza focale sull'immagine: dal più spinto grandangolare al maxitele....

Luminosità: è la misura della quantità di luce che fa passare l'obiettivo; è ovvio che più la lente è grande e più luce può raccogliere e convogliare verso la pellicola.

La luminosità di un obiettivo si misura con il rapporto fra il diametro della lente (negli obiettivi complessi è il diametro della lente equivalente) e la lunghezza focale: questo rapporto si indica con f f=1 vuol dire che il diametro della lente che fa passare la luce è uguale alla lunghezza focale; f=2 il diametro della lente è la metà della lunghezza focale, ecc.

Poichè la misura della quantità di luce che passa è una misura di superficie, la quantità di luce dimezza con la radice quadrata della distanza focale. Così, posto f=1 la luce massima che può passare, f=1.4 è la metà, f=2 un quarto, con la seguente scala: 1 - 1.4 - 2 - 2.8 - 4 - 5.6 - 8 - 11 - 16 - 22 - .... (per capire la relazione fra apertura del diaframma e tempo di esposizione, andate alla pagina della Luce), per adesso basta sapere che più quel numeretto inciso sul barilotto dell'obiettivo è piccolo, più l'obiettivo sarà pesante, delicato e più vi costerà.
In altre parole non è necessario scegliere a tutti costi gli obiettivi più luminosi possibili a meno ché non siate patite di caccia fotografica o di foto notturne...

 

Un occhio alla qualità dell'obiettivo. Sostanzialmente un obiettivo è una "macchina ottica" che trasferisce una immagine tridimensionale descritta da fasci luminosi su un piano immagine (la pellicola). La capacità di trasferire i fotoni misura la qualità dell'obiettivo e ciò si misura attraverso 4 parametri:

Fatto salvo che il vostro scopo non sia stampare poster o proiettare diapositive a tutta parete, agli ingrandimenti che di solito si usano nelle normali stampe, valori elevati (e costosissimi) di MTF non servono a nulla o quasi; se non vi dilettate di foto di architettura, una straordinaria correzione della distorsione è inutile; se non siete patite di foto crepuscolari, lenti con bassi o nulli indici di vignettatura sono solo troppo costose... Sulla fedeltà cromatica invece terrei l'occhio il più attento possibile: un obiettivo che renda al meglio il colore dell'incarnato, il verde dei prati di primavera, il blu del cielo d'inverno, il giallo del caldo dell'estate, il grigio dell'autunno... è impagabile!

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Gli obiettivi - il corredo

Il minimo indispensabile è un obiettivo e due gambe per muoversi avanti e indietro. Ma siccome la pigrizia regna, una compatta con un piccolo zoom può risolvere un sacco di situazioni: ecco cosa si ottiene con uno zoom 34 - 80mm di una piccola macchina automatica.

Quasi sempre sufficiente, vero?
Passando alle reflex, il corredo base è costituito da un grandangolare (attorno ai 24 - 28mm), un normale - ovvero il classico 50mm - e un medio tele di 80-100 mm. Questi tre possono essere profittevolmente sostituiti da uno zoom intermedio 28 - 70 mm che, anche a qualità ottica comparabile, costa qualcosa in meno della somma dei tre singoli.

Più che l'obiettivo a maggiore apertura possibile, val la pena di scegliere quello che che meglio si adatta alle vostre fotografie.

Siete viaggiatrici? privilegiate uno zoom leggero e compatto.

Fate  molti scatti allo stesso soggetto con piccole variazioni di angolo e inquadratura? siete nate per uno zoom di buona qualità.

Fotografate per fare album a colori o per fare ingrandimenti? privilegiate gli obiettivi a  maggior cromatismo (in genere sono meglio quelli a focale fissa).

In fondo con questi tre obiettivi - o con un buono zoom medio che li sostituisce - si può fare praticamente tutto e anche di più... basta guardare qui di fianco: è la stessa inquadratura a 35mm, 50mm e 100mm. Già così niente male, vero?

Un piccolo passo in avanti. Se cominciate ad appassionarvi alle foto un po' più difficili bisognerà cominciare a spendere qualcosa di più per gli obiettivi mettendo in conto di comperare almeno un telezoom e uno zoom grandangolare.

Gli zoom grandangolari coprono focali fra i 18-20 mm e i 35 mm, i telezoom coprono le focali fra i 70 - 80 mm e i 200 - 300 mm.

In questo modo si ha a disposizione tutto quanto serve per fare scatti fra le prospettive più estreme e potrete coprire quasi tutte le occasioni di scatto.

Potrete fare foto di paesaggio, di cronaca, di ambiente, di ritratto e anche caccia foto-naturalistica...

Più di quanto sia normalmente praticato da qualsiasi buon dilettante di fotografia. Questo piccolo passo avanti è comunque abbastanza costoso: anche se rinunciate a qualche punto di fattore di qualità MTF, per non rinunciare a un minimo di qualità cromatica e di robustezza operativa, meno di 700 o 800 euro per ogni zoom è impossibile spendere. Very expensive!.

 

Il "dilettante evoluto". Questa è la categoria peggiore, e quella più amata dalle case produttrici: il dilettante "evoluto" spende più di un professionista per avere il meglio del meglio, ad ogni nuovo grido della moda compra tutto quel che c'è di nuovo senza badar a soldi o all'utilità... Una pacchia.

Se rientrate in questa categoria, povere voi. Per quanto mi riguarda l'unica cosa di cui ho sentito davvero bisogno è stato un buon obiettivo da ritratto (per i colori, che la definizione non è poi così importante) e un vero lungo fuoco, un 300 mm con cui gioco con la nebbia... Questo è il mio corredo di ottiche: tre zoom (uno grandangolare, uno medio e un tele), un normale ad alta luminosità, un grandagolare luminoso, un obiettivo da ritratto e un lungo fuoco. E credo di essere al massimo.

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Accessori

Non è finita! Una volta che vi siete dotate di macchina e obiettivi tocca comprare gli "accessori", che molto spesso di accessorio non hanno nulla e di indispensabile molto...

Senza un po' di filtri, senza cavalletti e borse alla fine non si fotografa, sembrerà strano ma è così. Per non parlare noltre degli "accessori" indispensabili per il controllo della luce come il flash e i pannelli riflettenti (li trovate nella pagina della luce) senza di cui sarà difficile fare dei ritratti decenti.

Gli accessori sono molti e costosi. Ecco una lista del minimo indispensabile.

Filtri

Una volta, quando ero patita del b/n, il corredo dei filtri era più prezioso della collezione dei santi del calendario. Adesso quelli che servono sono soltanto due o tre, per fortuna: il polarizzatore, il filtro degradante grigio, e se fate foto di interni, i Kodak Wratten per la compensazione delle dominanti cromatiche.

Il polarizzatore, è il filtro più importante, nel box accanto c'è una breve descrizione di come funzione; la cosa importante è che è indispensabile per controllare i riflessi e le trasparenze. Utile sempre, indispensabile al mare e nelle giornate di sole forte e chiaro.

Il polarizzatore è generalmente montato su una ghiera girevole davanti all'obbiettivo; per usarlo bene è indispensabile fotografare con una reflex e girando il filtro sarete in grado di eliminare i riflessi indesiderati o di rendere più trasparenti acqua e vetri. Fra tutti i filtri è quello davvero indispensabile, talmente indispensabile che è meglio possederne un paio da tener sempre montati sugli obiettivi più usati.

Compensazioni cromatiche. Il nome è altisonante, ma vuol dire solo la possibilità di non far diventare gialli parenti e amici quando li fotografate in casa. I filtri per le compensazioni cromatiche hanno una (più o meno) leggera colorazione nel colore opposto a quello che devono correggere: per correggere una dominate blu, saranno ambra; per correggere una dominante verde, saranno di color ciano, ecc. Il difficile viene quando si deve stabilire quale livello di correzione bisogna introdurre... e l'occhio in questo caso non aiuta! Se siete perfezioniste, l'unica è comprare un costosissimo termocolorimetro.

Per fortuna al giorno d'oggi, con le attuali pellicole negative e le correzioni automatiche apportabili in sede di stampa, questi filtri servono raramente e solo se fate diapositive...

Filtri degradanti. Servono per compensare le estreme differenze di luminosità fra, per esempio, un cielo luminosissimo e una terra scura. Sono assai difficili da usare (alla fine si nota sempre qualcosa di artefatto) e si usano raramente; ma la volta che vi servono sono preziosi come il pane!

La polarizzazione della luce

La luce ha una natura ondulatoria: onde elettomagnetiche che si propagano alla velocità - per l'appunto! - della luce. Tralasciamo la natura duale (corpuscolare e ondulatoria) della luce, dimentichiamoci della velocità della luce come un invariante fisico; pensiamo invece a che succede quando queste onde passano attraverso una sottilissima griglia: passeranno solo quelle che hanno il piano di vibrazione parallelo alla struttura della griglia. Questa è la polarizzazione della luce.
Questo effetto non lo fa solo una lamina polaroid, lo fanno anche tutte le superfici riflettenti di tipo metallico e l'acqua. Così con una lamina polaroid davanti all'obbiettivo si possono eliminare i riflessi, rendere più o meno trasparente acqua e vetri o scurire il cielo.

Esposimetro

Sembrerebbe un oggetto di antiquariato, in fondo le macchine moderne sono dotate di sistemi esposimetrici raffinati, complicati e capaci di prevedere tutto o quasi; in più le pellicole perdonano errori anche clamorosi, ma... ma in realtà gli esposimetri delle macchine misurano la luce riflessa, mentre la luce che conta è quella incidente sul vostro soggetto.

Ed ecco che un buon esposimetro - per una misura precisa della luce incidente - diventa essenziale, per non parlare del bilanciamento fra luce naturale con quella del flash.

Un buon esposimetro, oltre ad essere preciso, deve come minimo permettere una buona lettura della luce incidente e deve permettere di fare il confronto con la luce riflessa: è il solo modo che permette di valutare quanto il vostro soggetto assorbe o rifletta la luce.

Il Flash

Serve a due cose. L'utilizzo più frequente è di far fare la faccia a pesce lesso di parenti e amici, quello meno frequente è di bilanciare la luce naturale togliendo le ombre più marcate e compensando l'illuminazione delle zone troppo scure.

Nel primo caso è sufficiente una luce messa sopra la macchina (e più potente è, più la faccia da pesce lesso viene meglio), nel secondo caso invece servono luci che si possono regolare in direzione, angolo e parabola; piccole cose, ma alla fine piuttosto costose. Per sapere come usare il flash, vai alla Pagina della luce.

Bilanciamento della luce flash

Si tratta di un sistema di calcoli piuttosto complesso che permette di dosare la giusta quantità di luce artificiale da aggiungere alla luce solare.

Macchine e flash moderni permettono di fare ciò automaticamente, ed è un bel vantaggio.

Borse

Vi vien voglia di andare a fare un giro a fotografare? Bene, ecco l'elenco di minima: corpo macchina, zoom corto, medio e lungo, polarizzatori, monopiede, flessibile, un paio di rullini, flash, pile di scorta (essenziali: la rabbia che mi è presa più di una volta per le pile scariche fa male al fegato)... bisogna inzeppare il tutto da qualche parte.

Posto che nessuna è quadrumane, la borsa diventa indispensabile. Alla fine anche di borse se ne finisce di averne un corredo: quella piccolina per un corpo e due tre obiettivi; quella media e quella grande quando si tratta di organizzare delle uscite in grande stile.

Cavalletti e monopiedi

Avete mai provato a fare una foto alle 8 di sera? Se si, capirete a che serve un cavalletto...

Spesso, scattando con tempi lunghi o con i teleobiettivi, il problema principale è come evitare di tremolare, di fare quel tremolio invisibile e naturale che si ha anche respirando, anche premendo il più morbido dei pulsanti di scatto.... Micromosso: così si chiama l'effetto che ne vien fuori, tanto che la maggior parte delle foto che "si vedono male" dipende proprio da questo e non dalla cattiva qualità della macchina o dell'obiettivo.

Il cavalletto, o il suo fratellino monopiede, è scomodo, ingombrante, pesante e fastidioso; a girarci per strada non si sa mai dove tenerlo, ed ogni volta che bisogna puntare la macchina fotografica ne vien fuori un affare di stato, ma senza non si fotografa con i teleobiettivi o alla sera. Inevitabile!

Le foto di appostamento

Si tratta sostanzialmente di starsene fermi per ore in un posto ad attendere che il soggetto arrivi e si possa scattare una foto. Di solito si usano lunghi teleobiettivi.

Ci si apposta per le foto naturalistiche, per le foto di sport o per cose del genere.

In questi casi sono praticamente obbligatori robusti cavalletti e una ancora più robusta dose di pazienza, che io non ho. E così questo tipo di foto non è proprio il mio!.

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La manutenzione ordinaria

Alla fine la (costosa) attrezzatura che avete comperato tocca anche curarla un po'... per la carità, niente di che, solo quel po' di minime cure che le vostre macchine e i vostri vetri richiedono: in fondo sono strumenti di precisione!
La polvere
Nemica dannata, la polvere si intrufola dappertutto: entra dentro le macchine e gli obiettivi, si deposita sulle lenti e sugli specchi, e alla fine ricopre tutto con una leggera ma visibile e fastidiosa patina.

Particoalre attenzione merita la polvere da sabbia: è abrasiva e vi fa invecchiare l'attrezzatura rapidamente.

Se la polvere entra dentro gli apparati ottici - obiettivi e mirabox - non c'è più niente da fare: dopo un po' portate obiettivi e macchina dal vostro fotoriparatore di fiducia e fate pulire il tutto al meglio.

Quindi bisogna prevenire. Dopo prove ed errori (e qualche lente rigata!) io uso una bomboletta di aria compressa che, con delicatezza, spruzzo sulle superfici delle lenti e degli specchi del mirabox. Ho abolito liquidi, carte da vetro e panni che alla fine fanno più danni che utilità.
Le pile
Le macchine moderne senza pile non funzionano: esposimetro, autofocus, otturatore e trascinamento pellicola funzionano elettricamente e quindi tutte le macchine hanno abbondante dotazione di pile. Innanzi tutto vanno usate le pile adatte (è stupido rischiare di mandare a remengo una costosa attrezzatura per risparmiare qualche decimo di euro di pile) e poi ricordatevi di toglierle dalla macchina se non la usate per lungo tempo.
La meccanica
Ormai gli otturatori sono tutti elettronici, quindi la manutenzione della meccanica si riduce a un controllino ogni tanto al meccanismo di trascinamento della pellicola e al controllo del meccanismo di sollevamento dello specchio reflex; di questo faccio controllare una volta all'anno o giù di lì, l'ammortizzatore dello specchio. Se comincia a funzionare male non ce se ne accorge, ma le vibrazioni aumentano di parecchio.

 

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