INDICE DEI RACCONTI

nota di redazione

Questi sono raconti dall'incerta sintassi e dalla grammatica scalchignata.
Sono, per la loro totalità, resoconti di vita trav.
Ma non tutte le protagoniste o le persone citate sono trav o sono persone che ancora praticano il travestitismo: a qualche anno di distanza, alcune persone non lo praticano più, altre continuano la loro vita trav, mentre poche altre ancora hanno cominciato il loro percorso di transizione.
 
Si tratta insomma delle emozioni della "prima volta", dove queste porteranno le persone e quale sarà il loro futuro, è nel segno del destino e nei percorsi segreti delle menti di ciascuna.....
  1. Una uscita molto particolare di Angela

  2. Il mio resoconto (è più facile farlo che dirlo): la prima volta di Titti

  3. Una cena borghese vista da Klaudia

  4. La prima volta di Patty

  5. Halloween secondo Mara

  6. Cocò oltre frontiera

  7. Lola come Luigi

  8. La prima volta di Anna narrata da lei stessa

  9. Ottobrata romana in Pizzeria - By Sonia

  10. Cinque marziane a Milano - By Cocotte

 

 

Una uscita molto particolare di Angela

Piccolo resoconto di un'uscita molto particolare (per me)

 

Mercoledì sera durante la serata all'Hollywood (discoteca di Milano)dove ormai vado sempre en femme con la mia ragazza e alcun* amic* ho stretto l'amicizia con una trans brasiliana che già conoscevo: Stephany. Persona squisita e molto dolce, sapendo che volevo comprare degli stivali si è offerta di accompagnarmi a fare shopping. Ci siamo accordate e sabato pomeriggio ero a casa sua alle 15.00 a prepararmi...
PRIMA USCITA EN FEMME ALLA LUCE DEL GIORNO!!!
So che per molte di voi è una cosa normale, ma era la prima volta!!!!
Abbiamo girato mille negozi, siamo andate in metropolitana, in piazza duomo gremita di gente, via Torino, in tram, nei bar frequentati principalmente da "uomini tutti d'un pezzo che giocano la schedina".
Per una manifestazione la città era gremita di poliziotti.
E volete sapere una cosa?? A parte un paio di commenti (2 in 4 ore veramente pochi) tipo a 'bbona da parte di truzzetti di turno (probabilmente rivolti alla mia amica che è veramente notevole) nessuno mi ha fatto sentire a disagio: dai commessi e commesse dei negozi ai passanti incrociati. E' molto molto più facile di ciò che si teme, ovviamente in una città come Milano, dove vivo io non sarebbe possibile.
Bellissima esperienza. Unica nota negativa: non ho trovato gli stivali... Non c'è il 43 da nessuna parte!!!
Se avete un piedino che arriva al massimo al 41: andate da "Lo zoccolaio" in metropolitana Duomo... In questi giorni ha delle cose bellissime e scontatissime (max 50 euro) Stephany ha comprato degli stivali per 50 euro che in origine costavano 280 euro (in pitone, fantastici)

Comunicazione a parte:
non temo più i controlli della polizia. Mercoledì uscendo dall'Hollywood per arrivare alla macchina ci hanno fermate e controllato i documenti.. Non è successo niente, non hanno battuto ciglio davanti alla mia carta d'identità. Sabato nonostante abbia incrociato almeno un centinaio di poliziotti nessuno si è preso la briga di dirmi nulla (e si vede che non sono genetica)
Angela

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La prima uscita o anche: Ok Vanexxa, si parla al femminile (ovvero: la resa dei conti)

SOTTOTITOLO: è più facile farlo che dirlo

 

PROLOGO: so che cosa voglio
Ho passo nottate sul pc a sfogliare email e siti per capire cosa voglio, adesso lo so: voglio uscire allo scoperto! Ecco come e cosa è successo nella mia prima volta.
GIOVEDI' 6 Marzo: Mara mi propone un'uscita con lei e Betty, ma al suo arrivo c'è un cambio di programma, per mancanza di tempo niente uscita, solo consigli ed aiuti per la preparazione...
Sta di fatto che quando sono finalmente pronta, con parrucca ed abiti di Mara mi viene un sorriso beota in faccia che fatica ad andar via! Eh si Tiffany / Titti mi piace veramente: mi sento troppo a mio agio, ed è tutta un'altra cosa rispetto ai costumi e le parrucche carnevalesche o alla superficialità della vestizione/trucco da closet: Parrucca Seria e Kryolan han dato quel tocco che mi mancava per sentirmi credibile e pronta all'uscita!

VENERDI' 7 Marzo: prima uscita a Milano
Dopo avermi drogato (non trovo altre ragioni plausibili per il desiderio ormai irrefrenabile d'uscire) Mara mi lascia la sua parrucca in prestito e il cell di Vanexxa.
Mi mancano però il Kryolan e mia sorella ha nascosto ben bene i suoi ombretti!

Scatta la caccia: vado all'Upim ma un esercito di genetiche mi fa sentire subito a disagio, rinuncio. Secondo tentativo al Coin: chiedo un'idea regalo per la festa della donna, ecco arrivare consigli per una ragazza che può essere la mia, ma di certo non è Tiffany... in più la gran presenza di gente mi fa stare in ansia, c'è qualcosa di passabile, ma impone una scelta chiara sui colori: Tiffany ancora esiste solo sulla carta, se non provo tanti colori, come faccio a capire quelli giusti per i miei occhi o il mio viso? non se ne fa di nulla.
Esco e provo nella profumeria di fronte: ha un grande reparto trucco, molte commesse e nessun altro cliente in quel momento! Riparto con la scusa dell'idea regalo... questa volta la mia ragazza la descrivo molto vagamente, che cambia anche spesso colore di lenti a contatto e tinta dei capelli!
Commessa: “beh ma non passerà dal biondo al moro, se mi dici il colore solito, ti dico quali colori prendere...”

io: “invece no, ama molto le tinte dal biondo al moro passando per il rosso fuoco” insomma do l'idea di stare con una pazza, ma così la costringo a farmi vedere una decina tra le trousse con la più ampia gamma di colori: ne prendo una grossa e completa (e cara). Poi vado in cerca del rivenditore di Kryolan: lo trovo in crema compatta; altra balla: dico che faccio parte di una compagnia sperimentale teatrale... la balla si rivela utile perchè la signora gentilissima mi dà un sacco di consigli sul prodotto da prendere e sul trucco in generale, con tanto di “pensi che li usan anche i nostri clienti trans.”


Mi preparo... ehi ci sto mettendo troppo... cavolo mancano 10 minuti cosa manca? lo smalto... mancano 3 minuti... va bene così usciamo se no non riesco ad arrivare...
Mi descrivo: abito nero lungo con le maniche semicoperte (un misto tra tulle e pizzi), decoltè (petto liscio) e spacco vertiginoso sulla gamba sinistra che fa intravedere i cordini che legano autoreggente 15den nera e guepiere.
Esco, appuntamento con Vanexxa e un'amica alle 22.45. Pronta, esco di casa, arrivo alla macchina... chiavi? di sopra... risali. Chiavi prese. Operazione 4 piani avanti indietro per almeno altre 7 volte nell'ordine per prendere chiavi di casa, portafogli, telecomando cancello, orologio, di nuovo telecomando e di nuovo chiavi macchina...
Le 22.45 e sono ancora in garage... ritardo. Squilla il cell: non vi preoccupate arrivo tanto ci metto 5 min in macchina:
ERRORE = DI SOLITO 5 MIN! Ma la sottoscritta è tesa come una corda di violino e quando sono agitata ne combino una dietro l'altra!: mi cade il cell, per raccoglierlo lo cerco con le mani e trovo invece la gamba... NOOOOO SMAGLIATURA da coscia a ginocchio proprio nella gamba e da lato della scollatura!!!
ERRORE 2 = LA BENZINE SERVE. Uscire en-femme mette le ali ai piedi, ma se si usa la macchina serve la benzina... Certo che trovarsi con l'auto morta in uno di quei bei vialoni dove abbonda di tutto non è la cosa più carina del mondo, ma ora posso dire che anche questa l'ho fatta!
Passo 15 minuti con porte sprangate.. che faccio esco? tel a Vanexxa per una mano? Si... ma porc.. possibile che sto cellulare proprio ora e proprio qua non prendo, ma che sfiga!
E nel momento più buio (penseranno che ho bidonato, se ne andranno via ed io rimarrò tutta la notte qua a far pensare male anche quei pochi che potrebbero aiutarmi) tiro fuori l'eroina (detta così suona male) che è in me e mi trasformo in Wonderwoman, anzi Wonderbrawoman: esco dalla macchina e fermo un passante, che in tutta tranquillità mi da una mano senza un commento (mi sa che era mr. magoo, il vecchiettino ceco dei cartoni, visto che mi ha trattato come una genetica senza troppe storie).
Benzina fatta, ho perso quasi 40 minuti ma ora mi sento in grado di passare inosservata o quasi!
Arrivo all'appuntamento e incontro Vanexxa e Samy (Samantha), che era alla guida contenta di vedermi soprattutto per il posto (distributore in mezzo alla circonvalla zona Stazione Centrale) avevan paura di passare per ...
Mi presento al maschile (la tensione porta alla gaffe) me lo fanno notare ma ormai l'incontro è fatto (con un'ora di ritardo) e ci spostiamo verso l'Elephant.

Non lo conosco, me lo presentano come un locale con gente di tutti i tipi e quindi molto tollerante; entriamo e subito tutti ci guardano! Non ci sono tavoli, aspettiamo vicino al bancone con un tipo al mio fianco che mi fissa ed io preparo mentalmente la scusa: “beh non guardarmi tanto male è carnevale” tra l'altro siamo le uniche 3 sorelline del locale... tanto valeva entrare in Duomo!
Fortuna che si libera un tavolo e ci sediamo, cominciamo così a parlare e conoscerci: E QUI TUTTO CAMBIA!!!
Scopro che abbiamo molte cose in comune, nonostante molte differenze e soprattutto acquisto fiducia in me; con la fiducia finiscono gaffe, incertezze e paure e mi accorgo che in quel locale ci e mi fissano non perchè eravamo strane ma perchè suscitavamo interesse e simpatia!
Ed infatti entro poco cominciano le serie di sorrisini dalla gente seduta dal bancone, abbordaggi... ma non è una cosa negativa, perchè il tutto avviene con l'imbranataggine con cui normalmente vengono viste le genetiche dagli uomini... anche se continuo a sperare che nessuno si avvicini mi fa piacere sapere che per una volta si vede il mio lato femminile e che non è ridicolo!
A proposito di lati: il mio lato scoperto verso il passaggio e la gente è proprio il sinistro, oddio la smagliatura, devo fare qualcosa per coprirla... accavallo le gambe così la copro divinamente: ehi non ragiono “oddio mi vedono”, ma “oddio ho le calza smagliata”: ALLORA CE L'HO FATTA, FINALMENTE MI SENTO DONNA! (magari però una donna un po' più sveglia avrebbe anche pensato “non sta a metterti a gambe accavallate proprio dove hai la scollatura...”;). Infatti ero un tantino provocante e di la a poco cominciarono gli approcci: il primo con tranquillità si avvicina, perde il bicchiere dalle mani e rischia di bagnarmi le scarpette; io sposto le gambe e patatrac centro il chewingum spatasciato sotto il tavolo: AHHH IL VESTITO ROVINATO!!! ED E' DI MIA SORELLA!
Con tempismo in quel momento il tipo si avvicina:
Tipo: “Ciao”
Titti: “Ciao!”
Tipo: “Posso chiederti come ti chiami”
Titti: “Se ti va!”
Tipo: “Sei qui da sola?”
Titti: “No sono con le mie amiche, siamo venute per un drink e quattro chiacchiere tra di noi”
Tipo: “Ma perchè non mi dici come ti chiami, non ti va di conoscermi?”
Titti: “Ma io non ti ho detto che t'avrei detto il mio nome, solo che potevi chiedermelo, ma se ti fa piacere posso dirti che mi ricordo di te: ho appena rovinato il mio vestito nel tentativo di evitare il bicchiere che m'hai quasi lanciato addosso!”
Tipo:“Oops forse non ho cominciato nel migliore dei modi”
Titti: “Mi sa proprio di no, comunque piacere di averti conosciuto”
Tipo: “Vabbè vorrà dire che ti lascio alle tue amiche, ciao”
Titti: “Ciao”
Mi giro guardo Vanexxa e Samy, commento di questa: “complimenti la prima uscita ma già ci prendi gusto nella parte della stronzetta!” Eh Eh Eh

E li cominciano le mie riflessioni: certo che pur di abbordare se ne dicono di stronzate, ma almeno non sparare le prime che ti vengono in mente! Ma guarda è poche ore che sono donna e già ho visto come diventano ridicoli gli uomini pur di fare colpo; ma anche che ad una ragazza basta qualche minuto e poche parole ben riuscite per levarsi di dosso anche i lumaconi!!! Altro che sesso debole: il mio alter ego maschile non s'è mai sentito così forte come mi son sentita io in quella serata!
Ore 2.00 il locale chiude, ci cacciano usciamo e vengo abbordata (e tre, ma quanto avete speso Vany e Samy?) stavolta da una genetica. In realtà non è il mio tipo di bellezza, ma complice l'abbordaggio questo dettaglio passa subito in secondo piano: mi si è affiancata cantando “si chiama tuca tuca, tuca” ballandomi sui piedi (ahi ahi) presentandosi come Luise (mentre l'amica Thelma per spostare la macchina ci ha quasi investite): ci chiede di andare in qualche locale con il loro gruppo di amici, ma è tardi e dobbiamo andare!
Andiamo subito verso la macchina di Vanexxa che deve tornare al più presto, quindi foto di rito accanto ai giardinetti.
Titti: “NOO FINITO, GIA'? Perchè non torniamo dalle tipe pazze?”
Vanexxa: “Ragazze io non posso, ma se volete perchè non andate voi?”
Samy e Titti si guardano negli occhi, sorridono, salutano Vanexxa e via! le ribecchiamo ed andiamo a mangiare un panino insieme. Ecco il gruppo: 3 ragazze e 3 ragazzi di cui uno ubriaco che festeggiava gli anni e non si reggeva più in piedi. Dopo i classici discorsi iniziali senza un senso si comincia un bel dibattito sul che cosa spinge a travestirsi: si capiva che erano confusi e incontrare noi è stato come trovare una spiegazione...
Ci sentivamo 2 maestrine, ma era bello perchè non c'era un “ma perchè lo fate, non vi vergognate?” nei loro toni, ma più un “ci incuriosisce sapere le ragioni”. Parte Samy con tutta la sua conoscenza ed esperienza poi tira in ballo me dicendo: “per esempio se chiedi a lei cosa la spinge, non ti dirà per andare con gli uomini”. E qui cade in crisi la ragazza che si era descritta come la più aperta, che continuava, riferendosi a noi, fare discorsi tipo “si voi siete la realtà italiana e non è giusto mascherarsi dietro un no - non esiste, invece esiste quindi è giusto che se ne parli, magari anche in tv”
Mi chiede: “ho perso un passaggio!”. Semplice, rispondo: “Io mi sento veramente a mio agio solo vestita da donna, ma non andrei mai con un uomo, perchè mi piacciono troppo le donne: mi piace esserlo ma mi piace anche amarle!”
Ed ecco lei inorridire: “Ma come? Se ami vestirti da donna è perchè ami sentirti donna giusto?”
“Si”
“Ma allora ti devono per forza piacere le donne, è così magari ne sei ancora inconsapevole ma è così, fidati”
Questo discorso qualche mese fa m'avrebbe stroncato ma grazie alle letture dei messaggi del tratra e dei sitini di Carlotta e Lola ormai ho un'idea abbastanza chiara di cosa voglio e cosa no a tal punto che non me ne frega più niente di sapere esattamente “cosa sono”
E qui non mi dilungo nel ragionamento (che Vanexxa dice sarebbe un buon argomento di discussione) che però m'ha portato a mettere in crisi il suo punto di vista: alla fine o doveva ammettere che non era così oppure che neanche gay e lesbiche erano anormali nè più nè meno dei travestiti; essendo lesbica alla fine ha cominciato a condividere il mio ragionamento (ci sono tanti e diversi modi di essere normali, anormale è solo il pregiudizio)
Morale: io e Samy abbiamo conosciuto un gruppo veramente simpatico e siamo state invitate alla loro festa di compleanno, vestite come cavolo ci pare (donna, uomo o altro) e portando chi cavolo ci pare...
Ormai è veramente tardi: si fanno le 4.30, Samy mi porta alla macchina e parliamo per un'altra mezz'ora tra consigli e complimenti che mi fa (ma sai che hai lineamenti volendo femminili, non si direbbe che è la prima uscita... guardate che poi ci credo!) tanto che arrivo a casetta alle 5.30!
E chi ha più voglia di cambiarsi, poi il trucco ha retto mi sembro davvero un po' genetica, quasi quasi ne approfitto e provo ancora qualche vestitino prima di andare a struccarmi!
Dopo una trentina tra vestiti, e completi di mia sorella, alle 8.30 del mattino trovo la forza e vado verso il bagno dove a fatica SuperTitti scompare e ritorna Klark Kent

TiTTi

SABATO 8 Marzo: e arriva il giorno del Metamorphosis e Desigual!

Mara passa nel pomeriggio da me per riprendersi la parrucca. e ora?
C'è Lia Parrucche a Legnano, ma prima di prendere una parrucca decente volevo scegliere, vedere come mi stava un po' di parrucche varie, avere un riscontro dagli altri: se poi mi sento rispondere "carina ma quei capelli che c'azzeccano?", poi andare a Legnano sola... Mara e Vanexxa non possono accompagnarmi e neanche Samy. Buuh qualcuno mi aiuti a sceglierla!
BASTA. NON MI DEVO ARRENDERE: "pronto LiaParrucche? A che ora chiudete? 19.30? Grazie!", sono ancora in tempo, chissenefrega mò della figura: prendiamo e andiamo.
Ore 19 arrivo in auto di fronte al negozio, vedo di spalle un gruppo di ragazze. ma che sfiga, mi vergogno con le genetiche! Non disperiamo magari se ne vanno ora che parcheggio.
15 min dopo sono ancora li. vabbè io ci provo!

"Ehm scusi c'è Patrizia?" E tutto il gruppetto smette di chiacchierare "Sono io, desidera?" "Se le dico che mi manda Lola?" "Ah bene un'altra!"

Mi giro e vedo che le genetiche di spalle, non lo erano poi molto più di me (potevo risparmiarmi 15 min di esitazione): faccio in tempo a conoscerle poi salutano e se ne vanno (le rivedrò con sorpresa al Meta).
Patrizia mi aiuta nella scelta, dire che è iperdisponibile è riduttivo; mi porta sul retro e mi fa provare una marea di parrucche (parto decisa e sicura: la voglia lunga e bionda, ed infatti la compro rossiccia e corta); con un metodo fortissimo: ti faccio provare questa, no quell'altra non te la faccio neanche provare (xchi non l'ha conosciuta: non è arroganza, anzi è conoscenza del mestiere = dalle qualche minuto e saprà già lei cosa ti sta bene e cosa no, insomma un'amica). Mi offrono anche un po' di vinello per festeggiare la festa della donna, poi anche perchè mi fermo a parlare con Patrizia di tutto un po' esco di lì alle 20.30, veramente ben colpito oltre che dalla competenza nel lavoro anche dalla testa e dai discorsi: complimenti un vero e proprio personaggio da conoscere!
Di corsa a casa, saltata possibilità di andare a cena mi preparo per uscire con Vanexxa.

 

Tentativo di ceretta ad una gamba. ah che dolore. beh dai potrei anche sopportarlo ma `ste striscie piglian poco o niente. Ciao, finisco dopo 2 anni: lametta!
Olio Johnson, gambe liscie... smalto rosso su piedi e mani ok (stavolta ho tempo e viene bene). che mi metto? ah ci sono: completino di pizzo nero con collant 8 den se no non si vedono i piedi pittati avvolti nei sandali rossi e body di pizzo che addolcisca le forme pro abito corto!
Il vestito: descrizione di Mara: "... no quello proprio no, evitalo. forse x il Desi ma magari rischi..."
Ma senti chi mi conosce ancora? Magari poi mi sembrerà troppo. ma si vada per l'abito leopardato corto della sorellina (peccato che coi 5 cm di altezza in più per me era quasi inguinale!!!) tanto ho la scusa che non conosco il posto per metterlo!
Manca il trucco: con grande classe faccio tutto tutto e senza sbavare stavolta: è perfetto e sono in orario.
Mancano solo 10 min., magari comincio a scendere in macchina, ma nel garage non intravedo il ragazzo di mia sorella? Mi nascondo e sento anche la voce di mia sorella. porc.ho anche il suo vestito addosso. scappo nella prima porta che vedo: scala C "L'unica di cui non ho la chiave. sono intrappolata devo aspettare che se ne vadano" ... Chiama Vanexxa, ora lei è pronta io non più, dico di venirmi incontro.
Sembrano andarsene, scappo m'infilo nell'ascensore e torno in casa. Non saliranno mica, aveva detto che forse stasera parcheggiava l'auto ma non saliva in casa. driiin "ciao puoi venire devi vedere una cosa?" "ehm no Simona, son di fretta, poi devo uscire" "Bene allora ti aspetto!" "Ma no è una cosa lunga." "Allora vengo io, sei in camera" "NO FERMA SONO SOTTO LA DOCCIA SCENDO IO!"
Morale: struccata, svestita e camuffata da uomo la saluto "Hai tutta la faccia rossa, come mai?" "Sai Simona ho appena fatto la barba senza schiuma, era finita, poi l'allergia al polline ed anche un po'
di vaiolo, scusa scusa ma ora devo andare perchè mi s'è infilata una bruschetta nell'occhio e non digerisco il pesce. Insomma le solite cose credibili che si dicon tra fratello e sorella

Riesco a riprepararmi (stavolta la matita e il rimmel vanno un po' a zigzago) appena in tempo e dopo 10 min arriva Vanexxa sotto casa mia: partiamo per il Meta

 

METAMORPHOSIS
Nel parcheggio comincio a sentirmi osservata: sarà perchè sono enfemme e magari ridicola o sarà perchè il vestito è troppo corto e non sembro affatto ridicola semmai zoccoletta? Cos'è peggio? Speriamo nella 3 ipotesi: sarà che un po' attraente lo sono (ma sono modesta e pessimista e non ci credo molto). Cerco di ricordare il comportamento delle genetiche che conosco: non mostrare di sentirsi a disagio nemmeno se si va in giro nude! Entro come se vestirmi così fosse la cosa più normale del mondo!
Bastano pochi scalini, salgo su ed il ghiaccio e rotto: mi sento un po' osservata, è più discopub che discoteca, il mio vestito decisamente è troppo corto (almeno così credo, ma non sono del resto pensieri femminili chiederselo?): insomma non mi sento ridicola perchè vestita da donna, semmai mi sento d'aver sbagliato mise per quel locale.
Al tavolo conosco finalmente Carlotta, Mara (ma avevi già la parrucca o ancora no?), Giulia, Giovanna e Giusy a cui ricordo di esserci già viste da LiaParrucche: lei si stupisce che il ragazzo con gli occhiali fosse la rossaramata tutto pepe. Insomma comincio a credere che il mio alter ego maschile e la mia identità femminile siano agli antipodi: la cosa mi piace!
Unisci che sono tutte gentilissime nel farmi i complimenti perchè non sembro così novella!!! GRAZIE DI CUORE!!

Conosco anche suor'Aurora (quella sera era vestita suora, che ce devo fa) la cui colletta pro seno (a nome Cilly) fa sfoggia alla cassa, e le due fratelle che lavorano al Meta: la Feli che ho scambiato per genetica) e la Marti (anche lei però non scherza, buoni esempi da imitare)
Si balla e si scioglie il ghiaccio ma io mi sento di gesso: oddio non ho mai ballato al femminile. come si fa? Non dico che voglio avere subito le movenze di Kylie Minogue, ma neanche quelle di cita...
Prima d'entrare al Meta però Vanexxa m'aveva detto che un'altra parte delle ragazze erano andate al Desi. Muoio dalla voglia di conoscere anche loro e di capire com'è il posto! In realtà a Vanexxa sarebbe bastato il Meta perchè voleva fare presto, ma devo averla talmente ossessionata che alla fine ha ceduto! Salutiamo le ragazze, e via...

DESIGUAL
Vanexxa mi iperistruisce: "attenta a quel che fai/dici/rispondi che qua non si va per il sottile" o qualcosa di simile. mi terrorizza! Giriamo in cerca delle sorelline e le troviamo ad un tavolino riservato: vedo subito la Lola (ma quanto sei alta: dalle descrizioni del tra-tra ti pensava più massiccia che alta.. non t'ho vista enorme, ma solo alta (molto alta), e mi tolgo la soddisfazione ti toglierle lo scettro di piedona. eh eh pensavi fosse dura batterti ma TiTTi ha già le zattere di serie nei piedi. Insieme a lei vedo Monica Kotz da Brrratislava, entrambe con tutte le dita nelle mani (esagerate! Pensavo di vedervi monche!) e Brigitte, credo Miss B., di rosso vestita. Quindi conosco in carne ed ossa sorellina già conosciute via mail: Anna Annabell , Viol@ sardotoscana, McGiver (perchè di Polly sabato non avevi niente) con la simpatica moglie Cristina. Ed ancora Patrizia-Patty, Klaudia Kimera con l'amica Tiziana. Mi scuso poi con le amiche di Anna: primo non ricordo esattamente i nomi, e secondo, mi son dimenticata di fare la foto gamba-sexy che m'avete richiesto.
Infine ho scoperto un'altra novellina, Mary frv di Trento che già ha descritto la sua uscita...

 

La serata si è svolta all'insegna delle quattro chiacchiere, foto (con tanto di security solerte: si va bene ma non deve esserci nessuno nello sfondo, fate in fretta anzi ve la faccio io la foto. tempo 5 min. che ansia!).
Poi qualche giro per il locale, in pista a ballare (scenetta squallida: uoma che si alza la gonna per tirar fuori dal tanga. ho provato il fastidio ed il timore che grazie ad individui così la nostra immagine venga accomunata al degrado), e in ufficio dove al grido di "puttana dove sei?" un'altra uoma è entrata a cercare la compagna genetica.
Direi che di sgradevole c'è stato solo questi piccolo episodio che comunque è arrivato a tarda sera e non affatto rovinato l'ambiente!

Poi ci son stati gli approcci (e te pareva) ma con molta nonchalance mi son sempre divincolata . "guarda non posso fermarmi perchè se no perdo la mia amica". oppure mentre io e Patty parlavamo appoggiate ad un videopoker al tipo che mi s'avvicina fissando dico "devi giocare, vero? Mi sposto subito..." per vederlo andar via in imbarazzo. Insomma saranno anche stronzate, cose magari per voi ovvie, ma mi fa piacere sapere che me la sono cavata senza paure, problemi ed ansie!

E le uscite mi son talmente piaciute che a sentir la Lola e le altre andare verso l'Art m'è venuto spontaneo supplicare Vanexxa ma lo sguardo tipo "mi vuoi vedere morta, io domani devo svegliarmi presto!!!" m'ha fatto tornare un po' di umana pietà e siamo andate verso Milano.
Arrivo a casa alle 6, casa deserta. ero talmente su di giri che ho provato tutto quel che l'armadio della sister conteneva, immortalandomi anche con gli autoscatti.
Solo alle 11 dico 11 e non scherzo l'effetto dopante della nottata ha cominciato lentamente a svanire, ho messo via tutto mi son struccata ma non ce l'ho fatta a mettere il pigiama: a letto per 4 orette in body e per tutta domenica ho riordinato la casa in camicetta e minigonna nera, parrucca, copribarba e rossetto per rendere meno traumatico l'addio ai panni femminili!

Mi c'è voluta l'intera giornata di domenica per uscire dai panni di TiTTi. Che giudizio volete che dia: INDIMENTICABILE.
.perchè ho passato 2 serate splendide enfemme
.perchè soprattutto ho conosciuto delle fantastiche amiche


Tiffany testa pazza e piedi da TiTTi

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Una cena Borghese. Klaudia & c. e un buon ristorantino, 6 dicembre 2002

(n.d.r.: Klaudia è troppo gentile, almeno verso di me - ma la sua cronaca vale assai)

 

Voglio e devo raccontarVi della serata di venerdì 6 dicembre trascorsa insieme a Vanessa e Carlotta.

Programma: Visita al centro commerciale Oasi di Tortona e cena nelle vicinanze. In verità la città non è un granchè ed il centro commerciale non è particolarmente grande ed esauriente, ma è carino e Tortona è comoda da raggiungere, a mezza strada fra la Liguria e Milano.
Mi sono incontrata con Vanessa a Genova nel pomeriggio, io ancora in borghese perchè non posso vestirmi in casa ed uscire.
Come non parlare di Lei. Vanessa è di più. Imprenditrice, ballerina, modella, donna in carriera. Il punto di arrivo per chi desideri una vita al femminile. Alta e slanciata, penso che porti la 42, elegantissima, esperta nel trucco, simpatica, socievole, generosa e gentile.

Con la sua ammiraglia a 7 posti con i vetri oscurati, dove ti puoi cambiare e truccare in centro città senza il problema dei curiosi, e con la sua mise da giovane signora alla moda, è un modello per tutte, un esempio per migliorarci tutte.

Lei non è trans, non passa per genetica, ma ha una tale disinvoltura, fascino, naturalezza, femminilità padronanza, che vi assicuro, dovunque vada, di notte o di giorno, le reazioni non sono altro che di che di ammirazione. Ed abita ad una ventina di chilometri da me. Spero proprio di averla come amica.
Appena l'ho vista sono andata nel pallone. Il suo aspetto, i suoi modi, ed io in borghese. Che figura.
Mi ha fatta salire in macchina, ho caricato le mie borse e mi ha messo subito a mio agio, abbiamo chiacchierato, mi dato tanti consigli di trucco, mi ha prestato il fondotinta che non trovavo. Un tesoro.

Siamo arrivate a Tortona ed abbiamo aspettato l'arrivo di Carlotta.. finalmente è arrivata. Sapevo qualcosa di lei, che era fine, giovanile, che pur avendo iniziato da poco era già molto avanti. Ma così no, non me l'aspettavo: è l'immagine della donna manager, che è il mio modello di persona, sicura, gentile, affabile elegante. In appena 6 mesi e dopo i 50? Ci credo ora che l'ho vista.

Mi sono sentita francamente non all'altezza delle mie compagne, che pure sono state gentilissime e prodighe di consigli durante la serata. Siamo andate al centro commerciale, abbiamo girato quasi tutti i negozi, l'Oviesse, la profumeria... non sto ad elencarli. C'era gente ma non affollamento, ci guardavano un pochino, ma ricambiando lo sguardo o lo distoglievano o ci sorridevano. Mi hanno consigliata insieme alle commesse nella ricerca di un fondotinta ed un fard, per andare al bagno mi hanno suggerito di recarmi nel bagno delle donne, e così ho fatto senza problemi.

Dopo quasi due ore e qualche piccolo acquisto abbiamo ripreso l'auto in cerca di un ristorante.

Mangiare poco, anzi pochissimo ma mangiare bene, anzi benissimo. Questa è la regola. Ma dove? Non conosciamo nulla del posto. No problem per Vanessa basta fermare l'auto, entrare in un bar e chiedere informazioni al gestore. Il miglior ristorante? C'est voilà. Molte grazie per l'informazione. Si figuri signora, è un piacere.

Un localino di ottimo aspetto. Diciamo pure un ristorante di lusso.
Entriamo. Dopo un attimo di silenzio, mi pare di essere entrata per prima, Carlotta dice: non abbiamo prenotato. "Non c'è problema signore. I camerieri prendono i cappotti e li portano in guardaroba, mentre il capo cameriere ci accompagna al tavolo.

Il tutto con la massima etichetta. C'è qualche coppia, degli stranieri. Cortesia e forma nel servire. Carlotta degusta il vino. Prendiamo un antipasto ed un misto di primi. Qualità eccellente. Conversazione deliziosa.
Carlotta è colta. Parla di tutto. Vanessa ha un mare di avventure da raccontare. Tutte en femme. Entra un gruppo di giovani, tutti maschi, sulla trentina. Ci guardano. Nessuno fiata. La gente è elegantemente vestita, tranne me. Tutto perfetto. La proprietaria si reca al nostro tavolo per chiedere se va tutto bene. Vanessa la rassicura. Grazie signore. E' tutto perfettamente normale: una cena borghese.

Si parla di noi, delle ns. esperienze. Carlotta e Vanessa sono due libri aperti. Sono stata fortunata ad averle conosciute in questa tranquilla serata anzichè in disco. Anche se mi sono persa i balli di Vanessa. Chi entra ci guarda e non fiata. Ci alziamo, ci portano le giacche ringraziamenti e convenevoli. Trattamento da ottime clienti.
Esperienza sconvolgente. Non era un ristorante friendly, ma probabilmente uno dei più formali e rinomati di Tortona, non Milano.
Non chiedetemi il nome che non me lo ricordo. Lo sa la Carlotta.
Salutiamo Carlotta e torniamo a Genova, saluto Vanessa che domani lavora. Io no. Mi ritocco il trucco, non ho voglia di tornare a casa, esco già così poco. E' quasi l'una vado in centro, sotto i portici.
Sono più calma del solito. Non ho più paura nemmeno di incontrare gruppi di ragazzi. Gli vado incontro e li guardo. Nessuno fiata. Se passi per trans ti rispettano, se sei ridicola no.

Penso: e se incontro qualcuno che conosco e mi chiama? Gli dico: Ah cosi mi hai beccato alla fine. Perchè mi vesto così? Al cuore non si comanda! E poi che si sparga la voce, forse sarebbe una liberazione. Magari si è già sparsa, io non lo so e sto a farmi delle paranoie.
Cosa ho imparato:
1) Se sei anche sexy, ma curata nell'abbigliamento e nel trucco ti trattano da Signora. Nessuno ride o ti deride. Di giorno come di sera non fai ridere, fai pensare.
2) Non far economie. La lei che è in te merita il meglio. Da buona ligure questo è il peggior scoglio da superare! le palanche sun sempre palanche.
3) Non vivere per mangiare, non mangiare per vivere, ma solo per SOPRAvvivere. E' il motto di Vanessa, ed è la strada verso la taglia 42. Su questo mi sto già adeguando visto che dai tempi in cui avevo
la 50 - 52, oggi ho la 44 - 46 e continuo a calare - 11kg in 7 mesi- 4) Quel poco che mangi è meglio che sia ottimo piuttosto che buono.
Grazie. Arrivederci presto.

Klaudia.

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la prima di Patty.Al Metamorphosis e al Desigual con Lola Nursery - Novembre 2002

 

Mentre su Desenzano erano scese ormai da tempo le prime ombre della sera in una stanza del Ultra Super Palace Hotel echeggiava un urlo disperato: Noooo, put! porc! acc! il trucco è venuto male Patty, dobbiamo ricominciare tutto di nuovo! Ma Lola è già tardi e se non ci sbrighiamo va in fumo la mia prima uscita! Sii fiduciosa Patty sistemo tutto io in un lampo! Puff, puff, pat, pat,vlash, vlash, sciaf, sciaf ecco fatto! In men che non si dica il trucco di Lola e Patty è pronto. Bohhh Bohhh e ora che parrucca mettiamo? E dopo dieci prove.., ecco questa va bene, su Patty andiamo! A.. an ..andia ..andiamo? Si dai! Si, si è cominciata proprio così la mia prima uscita con un po' di timore al momento di varcare la soglia ma dura un attimo ormai lo hai deciso esci! Ci dirigiamo dall'Aurora al Metamorphosis, parcheggiamo, prima di scendere dall'auto escono dal locale alcuni giovani ci vedono proseguono, cerco di scendere acc! la gonna stretta! Saliamo al primo piano la sala è gremita. Entriamo e centinaia di occhi ci guardano, dura un istante e poi non ci fai più caso anzi ti fa piacere attrarre l'attenzione. Il dj tordo: "Benvenuto al Lola di Bologna ed alle sue amiche..." per chi non avesse ancora notato il nostro ingresso. Incontriamo finalmente la pazientissima Vanexxa che ha sopportato il nostro ritardo con un encomiabile senso del sacrificio. La frizzante Aurora non si ferma un attimo tra un ballo e il nostro tavolo, i nuovi clienti e il nostro tavolo, gli altri impegni e il nostro tavolo. Salutiamo tutta quella gentile e spontanea compagnia e ci avviamo all'appuntamento con Alexia, in un bar vicino al Desi. Sorpresa: con la spiritosissima Alexia c'è Paula anche lei accomunata a me per aver fatto la sua prima uscita. L'incontro dura pochissimo: il Desi aspetta. A causa del passo rallentato dovuto ai tacchi a spillo mi attardo da gruppo e in prossimità del piazzale dell'ingresso un tipo con tono melenso e allusivo mi sussurra "buona sera signorina....". Patty prosegui e non ti curare di lui! All'interno del Desi come m sei ignorato ma da f sei ammirata da tutti e le genetiche sono incredibilmente aperte verso di te. Tra convenevoli e saluti usciamo da lì e passando davanti decidiamo di fermarci all'Art per un brevissimo saluto alle cordiali Madame Sissi e Diana due drag queen conosciute da Lola e qui veniamo coinvolte sul palco nelle battute finali dello spettacolo... Questa mattina mi sono alzato tardi, ma tutto quello che ricordo che cos'era un sogno? Mah!Voglio sinceramente ringraziare di cuore le amiche Lola e Vanexxa che mi hanno assistito in questa mia prima uscita (mi sembra di averne fatto quattro in una sola serata) NB. Mara hai ragione: Non pensatelo fatelo!

Patty

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Halloween 2002 secondo Mara

Digesto del week-end magico di Mara narrato da lei medesima con sorpresa finale

 

Giorno 1: in cui succede di tutto, fino a trascorrere la serata più bella.

Preludio

Giovedì 31 è il giorno in cui dovrei andare a trovare Alessandra a Modena, per poi fermarmi fino a sabato per festeggiare Halloween insieme alle sue amiche e passare dei giorni come Mara, senza preoccupazioni. Il programma è di uscire dall'ufficio alle 17 per essere a Modena verso le 20, cambiarsi andare a Bologna a festeggiare, il giorno dopo ci avrebbe raggiunte Viola e forse Genderella; ritorno il sabato passando da Desenzano in compagnia di Lola. Ecco cosa è successo in realtà.

Al mattino arriva un messaggio della Ale sul cellulare: salta tutto, viaggio a Modena e uscita, per dei sui problemi personali.

Passo tutta la mattina in ufficio con un mal di testa allucinante a tratti sconvolgente, esco alle 13 dicendo che non sarei tornato al pomeriggio, non so bene cosa farò, mi fermo alle bancarelle e compero una maglietta e una gonna nere, è la notte delle streghe, qualcosa devo pur mettermi indosso, ma la prospettiva è quella di doverle indossare in casa da sola. Torno a casa a pranzare all'alba delle 15.

La svolta

Dopo pranzo chiamo Vanessa per sapere se è disponibile per passare la serata en femme al Metamorfosis, purtroppo non le è possibile uscire, sigh, sob, sigh. Nel frattempo avevo messo al corrente Viola che era saltato tutto per cui non ci saremmo potute vedere l'indomani a Bologna, qui arriva la prima bella notizia della giornata, mi fa sapere che verrà comunque a Milano per incontrarci. Verso le 17 arriva una telefonata di Samy, è libera per la serata, basta che non si faccia tardi, wowwwww, fantastico. Ci si da appuntamento a casa mia per cenare assieme e poi prepararsi. Io esco per comprarmi un paio di stivali neri di cui ero sprovvista. Cerco prima in un negozio vicino a casa, c'è un modello che mi piace; quando dico alla commessa che vorrei provarli mi guarda con aria dubbiosa e dice: "Sono per questa sera, vero?"e io: "si certo" purtroppo sono taglia 41 e mi stringono un po' troppo, la commessa mi fa: "ma tanto se li indossi solo questa sera...", gli rispondo: "ma io non ho intenzione di metterli solo stasera", a quel punto fa una faccia troppo perplessa e stupita, mi vedo costretta a aggiungere: "c'è anche carnevale". Comunque proprio non mi vanno, quindi vado al Supermercato della scarpa di piazza Aspromonte, chiamo Samy e si decide che mi passerà a prendere fuori dal negozio. Comunque vada, stivali si, stivali no, ormai è certo che si esce e sarà una bella serata.

Preparativi

Prima di raggiungere il negozio di scarpe mi fermo a comperare una collana e un anello, sono attratta da tutto ciò che luccica, che ci posso fare? Questo mi fa ritardare e Samy arriva al negozio che sono ancora in piene prove; finalmente trovo i miei stivali: mi piacciono e li compero.

Andiamo a casa mia: Samy mangia come un'uccellino, contattiamo Mary e Monica con appuntamento al Meta alle 11:30. Iniziano i preparativi, io ho tutto chiaro, tranne come mi truccherò, devo pur fare qualcosa di strano è halloween! Inizio a mettere il fondotinta mentre Samy si sta mettendo un rossetto blu: "Dai prestamelo...", "Si va bene , ma se lo metti tu non lo metto io" (due donne stupidine), quindi il rossetto blu a me, lei userà il nero, chiaramente mi faccio prestare anche lo smalto blu, dopo altri scambi di trucchi siamo pronte, io ho lavorato intorno agli occhi con la matita rossa, cercando di fare qualcosa di vagamente demoniaco, a me piace un casino!!! Si parte per BG!

La serata

Arriviamo al Meta in perfetto orario alle 11:35, Mary e Monica sono già dentro. Entriamo il locale è stramegamaxipienissimo come non l'avevo mai visto, Mary e Monica ci stanno aspettando all'ingresso, non c'è un posto! Faccio un giro di perlustrazione, niente, ci sono altri che aspettano in piedi, fortunatamente c'è Silvia che ci invita al suo tavolo, ma come per miracolo la gentilissima Fely riesce a far comparire un altro tavolo, e noi riusciamo a procurarci delle sedie (corrompendo e torturando), e poi... e poi... e poi è tutto perfetto, quasi tutte le genetiche ci sorridono, la musica diventa più bella, non riesco a stare seduta, e ci gettiamo nelle danze. Subito una bellissima ragazza si appiccica alla Samy con balli sensuali e movimenti felini, io sono in mezzo a due splendide fanciulle che vogliono ballare con me, poi si avvicina la ragazza che ballava con Samy, mi prende di mira quando interviene uno dei suoi amici portandomela via, non ho il tempo di pensarci perchè mi ritrovo subito a ballare con un peperino biondo sul metro e settanta, a parte l'altezza tale e quale a me come spirito. Wowwwww Wowwwwww quanto mi diverto!!!! Il tempo passa, ed è tutto bellissimo, ma dopo un po' sono tutta sudata e stanca, urge visita all'ufficio per controllare il trucco.

Davanti allo specchio, miracolo, è tutto perfetto, mi asciugo il sudore tamponando, e nel mentre entrano due ragazze (una coppia lesbo), si fa amicizia, ci scambiamo le nostre esperienze, poi si torna in pista, io ritrovo il mio peperino biondo che non aveva smesso di ballare, mi rituffo. Uno sguardo all'orario, le 3, Samy voleva tornare a casa alle 2, le chiedo se vuole che andiamo "NOOOOOOO!!!!!!", e chi vuole andarsene! Il locale si svuota intorno a noi, anche Mary e Monica se ne vanno, ma noi rimaniamo li fino alle 4, quando si accendono le luci, e il dj smette di fare musica. Stanche ma felicissime, salutiamo l'Aurora e le altre ragazze e ci dirigiamo verso casa, il commento è unanime, la serata più bella di tutte!!!!!

 

Giorno 2: una giornata tranquilla che finisce con una serata tranquilla

Il risveglio

Venerdì 1. Mi svegli verso le 11:30, chiamo Viola, è in viaggio, arriverà a milano verso le 13:30, decido di farmi una doccia e poi andarla a prendere. Esco per incontrarla con ancora lo smalto blu sulle unghie e la matita sotto gli occhi. Arrivo in stazione e aspetto fino a quando non mi trovo davanti un ragazzo un po' spaesato dall'aria gentile e timida. Andiamo a casa a fare pappa: non ho capito lei, ma io avevo una gran fame. Era la prima volta che veniva a milano, per cui programmo per il pomeriggio un giro in centro. Il pomeriggio passa così, passeggiando per il centro, parlando del più e del meno, fino a quando non inizia a fare buio, e si decide di andare a mangiare una pizza insieme a Elena & Elena. Appuntamento alle 20 e spiccioli vicino a casa mia. A casa, non ho tempo per truccarmi come si deve, esco ibrida, mi faccio la barba, matita, rossetto, ombretto, un tocco di fard, maglietta, jeans e stivali (femminili) comprati il giorno prima. Mentre scendiamo in ascensore per andare all'appuntamento dico a Viola: "certo che così rischio ancora di più che a essere truccata di tutto punto, così mi riconoscono di sicuro!". Si aprono le porte dell'ascensore e il vicino fascista del pian terreno esce di casa: "ciao", "ciao". Chissà che ha pensato.

Con Elena & Elena si va in una pizzeria Italocinese vicino a casa mia. Chiamo Samy e ci si mette d'accordo di vederci dopo cena sotto casa mia.

La serata

Elena&Elena sono veramente molto simpatiche e di compagnia: si passa una bella serata io, Elena&Elena, Viola e Fuffi l'amico immaginario di Elena. Finita cena si incontra Samy, la troviamo in macchina sotto casa mia che si sta smaltando le unghie, dopo aver fatto due parole si decide di replicare al Meta. Arriviamo al locale, così non l'avevo mai visto, ci saranno si e no 5 tavoli occupati, non c'è il dj tordo ma un altro che non conosco. Prendiamo un tavolo, Samy sparisce subito e va a broccolare con quella che le si era appiccicata la sera prima, la rivediamo dopo un ora quando quella se ne va coi suoi amici, ma non prima di avergli chiesto il numero di cellulare wowwwwwwww!!!!!! La musica è assordante come sempre e parlare è difficile, dobbiamo sgolarci. La notte avanza parlando, qualche ballo, qualche saluto alle amiche della sera prima, verso le 2 siamo rimasti in pochi, la musica scende, si riesce a conversare, io lascio le altre da sole e approfitto della calma totale per chiaccherare con la Fely. Alle 3 lasciamo il locale, una bellissima serata tranquilla passata con le amiche. Torniamo a casa e mentre sono fuori a chiaccherare con le altre rincasa il mio vicino fascista del piano terra, perfetto!

 

Sabato 2: Calma piatta

Vengo svegliata da una telefonata della Pierina verso le 10:30, Viola dorme ancora. Al risveglio decidiamo di fare direttamente pranzo. Mi chiama Vanessa, si dovrebbe andare al Meta e Desi con Lola e altre, non so se ce la faccio, andare al Desi vuol dire andare a letto alle 7 del mattino se va bene, io domenica ho degli impegni, ne parlo con Viola che doveva partire domenica mattina, per alcuni lavori che doveva terminare decide di partire il pomeriggio stesso. Prima di fare altro usciamo entrambe in bici per andare a recuperare il mio zaino che avevo dimenticato al supermercato della scarpa. Vedere Viola girare in bicicletta per Milano è uno spettacolo, si vedeva proprio che non è abituata, mi sta dieci metri dietro, perde i semafori, per i miei standard sta in mezzo alla corsia (per andare bene a Milano devi passare col manubrio a pochi micron dagli specchietti delle macchine parcheggiate)... Viola adesso ha una esperienza da raccontare ai nipoti: un pericolosissimo viaggio per le vie di Milano in bici. Comunque sia, dopo pranzo andiamo in stazione e vediamo che il primo treno parte dopo una mezz'ora, il trenoè già sul binario, stiamo ancora un po' a chiaccherare, poi è il momento dell'addio, un abbraccio intenso, "ci rivediamo il 16". Torno a casa, non mi sento molto bene, avverto Vanessa che non ci sarò per la serata, alle 22 vado a nanna, i giorni di libertà di Mara sono finiti, domani mi verranno a trovare degli amici, poi lunedì si ricomincia, mi addormento con questi pensieri, mi sveglio riposata alle 11 del mattino dopo, ne avevo proprio bisogno!

 

Domenica 3: In cui faccio qualcosa che non avevo programmato.

Mi sveglio, ho ancora lo smalto sulle unghie, doccia, colazione, tutto come sempre, chiama Cristina, conferma che sarà a casa mia alle 14. Non ho proprio voglia di levarmi lo smalto e anche sotto gli occhi ho ancora la matita, sono quasi le due.. Suona il citofono, è Cristina, sale, non nota niente, mi chiede di Halloween (sapeva che mi sarei vestita da strega), le mostro, tirandole fuori da un sacchetto dove ne tengo anche altre, le calze che ho indossato quella sera, sul mio letto sono appoggiati ordinatamente i vestiti di Mara che dovrò dare più tardi a Vanessa per essere certa di poterli "sdoganare" in vista del 16, lei sembra non accorgersi di niente. Le mostro le mie unghie: "Questo è un bello smalto, non quella schifezza che usi tu" (ha il più brutto smalto che io conosca) "Ti sei smaltato le unghie?" "Si"; "ma ti sei messo anche la matita?" "si" "ma perchè l'hai messa?" "da profondità allo sguardo, scusa ma tu perchè la metti?" "ma io sono una donna" "ma ti sei mai messa l'ombretto?" "non sono capace" "dai vieni in bagno che te lo metto io, ti faccio vedere come si fa", mi segue, le metto l'ombretto poi me lo metto io, ritocco la matita, poi mi metto anche il rossetto, a quel punto la sua mente realizza. Non so bene cosa gli ho detto, l'immagine che ho dopo è di noi due nello studio, con lei che mi chiede se ci ritroviamo per fare sesso fra travestiti, poi altre domande, non riesce proprio a capire come sia possibile che ci si travesta ma si sia etero, non capisce niente a onor del vero. Poi arriva Vanessa per portare al sicuro l'abbigliamento per il 16, le presento. Anche Vanessa gli spiega le cose, le faccio vedere le mie scarpe, i miei vestiti. Poi le mostro le mie foto, la prima è di me fra Lola e Alexia, "quella in mezzo è la più carina chi è?" "sono io non mi hai riconosciuta?". Riniziamo a parlarne quando se ne va via Vanessa, Cristina deve ancora metabolizzare, il suo mondo in bianco e nero sta prendendo colore e non capisce cosa sta accadendo, purtroppo per lei ci sarà un'altra botta. Chiama Samantha, mi chiede se esco, le dico che non lo so, passerrà da me dopo cena. Cristina rimane a cena, subito dopo arriva Samy, le presento, si parlano un po', Samy si cambia e trucca a casa mia, la lascio in bagno a sistemarsi, Cristina deve andare a casa ma vuole vedere Samy messa a posto, finalmente esce, altre domande, altre spiegazioni anche da parte di Samy. Commento di Cristina: "certo che avete proprio delle belle gambe". Cristina è abbastanza sconvolta, Samy è abbastanza effeminata anche in borghese "Tu non diventerai mica come lei, vero?" "No, sta tranquilla" (che altro gli dovevo dire?). Cristina va a casa, io e Samy usciamo, io ibrida, come il giorno prima. Andiamo in un locale ma è chiuso, chiacchieramo in macchina e poi si torna a casa. Buona notte a tutte e a Mara, domani si lavora.

 

Mara

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Cocò oltre frontiera.

International en femme night (fine ottobre 2002) a base di involtini primavera, riso alla cantonese & chiacchere parigine

 

Mi capita spesso di essere a Parigi, ed a parte qualche giretto dell'isolato "en femme" non ho mai avuto il coraggio di avventurarmi da sola per la tentacolare metropoli.
Non mi sento ancora in grado di socializzare con il prossimo in abiti femminili: il taxista o il violentatore di turno.

Da anni sono in contatto con l'ABC Association Beaumont Continental, contatti via mail sporadici, ma per diverse ragioni non ho mai incontrato le "membre" dell'associazione di eonisti come si definiscono spesso le sorelle francofone.
L'ABC è l'associazione più vecchia di trav di Francia (mi pare che abbia 25 anni), e alle origini era una specie di carboneria di genere, ora invece hanno meeting infrasettimanali una volta al mese. Sono reputate vecchiette molto serie.:)
Durante questo mio ultimo viaggio a Parigi ho contattato la responsabile Ile de France (Parigi e dintorni): Alison Northedge <alison_no@yahoo.fr>. Avevo il sabato notte per uscire, mentre pare che se si vuole uscire con altre sorelle, sia preferibile a metà settimana, poichè quasi tutte hanno impegni con la famiglia nel weekend.
Alison vive sola da 12 anni a Parigi, è praticamente separata dalla moglie che vive a Londra, quindi non aveva impegni salvo rientrare non troppo tardi a Nanterre (cittadina dietro la Defense a Parigi).
Si, Alison è inglese, l'ho scoperto quando si è presentata a Parigi a casa mia. Ha 53 anni ed è professoressa di sciences humaines...
La sera del sabato si è presentata già en femme, pure io lo ero. Insomma la signora si è presa il metrò e senza problemi è arrivata nel mio quartiere.
Direte voi è bella? niente affatto. Un po' più gobbetta di noi con un po' di stomachino di troppo, un volto quadrato.. etc. etc.
La sua forza è nella tecnica di abbigliamento: scarpe basse, pantaloni, una parrucca pepeesale corta, poco trucco, uno scialle e via.
Non si veste da molto: che strano - ha cominciato in Francia, prima portava dall'età di 17 anni una barba, confortante simulacro di mascolinità di lunga data. Ha un vocione alto la signora, tanto che pensavo che tutto l'immobile si sarebbe affacciato sul ballatoio. )))

E' convinta di non passare affatto come donna, e forse a ragione, ma quel suo approccio "donnamediadellaportaaccanto" funziona, ai miei occhi in modo strepitoso.
Mi dice che facciamo quello che voglio: possiamo anche uscire, ma al rientro dovrei rientrare da sola col taxi.
Mi ha appena fatto un discorso sul mio abbigliamento troppo sexy: la gonna è qualche centimetro sul ginocchio, le scarpe con tacco e cinturino alla caviglia troppo provocanti, la camicetta troppo trasparente, mmhh il trucco... beh mi sono truccata, ed i capelli sciolti sulle spalle... una francese non lo farebbe mai col vento di Parigi.
Il rientro da sola in taxi, in un paese straniero, mi terrorizza, non sono ancora pronta.
Alison lo capisce e si propone di andare a comprare qualcosa da un traiteur chinois...
Mangiamo in casa e si chiacchiera delle solite nostre cose: come si vestono le donne, l'ABC, le varie culture trav nel mondo, la transessualità ed il transgenderismo.
Mi dice che capita sempre più spesso che uomini soli ad una certa età vivano la maggior parte del loro tempo en trav.
Ha conosciuto in Bretagna una sorella che senza preavviso ha cominciato a travestirsi all'età di....82 anni!
Ora sto seriamente pensando che se si vuole uscire più spesso en trav ci si deve vestire se non in pantaloni in modo più sobrio di come facciamo: pensavo ad un abito da suora.
Alison crede che sia più facile fare shopping en femme che in abiti maschili... teoria interessante, che ne pensate?
Comunque sia una piacevole serata, lei col suo accento inglese io col mio accento da "rital" (così gli italiani sono definiti dai francesi) è stato molto "divertonte".

Se doveste mai andare a Parigi, contattatela, sarà estremamente gentile...

 

Cocotte

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Lola come Luigi

riflessioni sul vestito e sull'essere a causa di un incontro occasionale nelle notti bolognesi a fine ottobre del 2002

 

Questa ve la voglio proprio raccontare anche se vi riempirà di tristezza. La tristezza dei perdenti.

Poco fa ho portato via tutto il materiale di Lola da in casa perchè domani arriva "l'ispezione". Lo spostamento avviene con ripetuti viaggi casa auto e una volta essa piena porto tutto al garage deposito. Ho fatto un primo viaggio in auto (poche decine di metri) e mi apprestavo a fare il secondo. C'è una rotonda da fare e naturalmente come sempre la faccio. Mentre sto girando vedo due figure "Lolesche" camminare davanti a me su un lato della semibuia strada. Sgrano gli occhi e inizio la scansione dell'immagine. Il tutto naturalmente in 1.5 secondi forse 2 in quanto andavo a 25 km/h circa.

Età presunta: 25-30, biondissime, e capelli lunghi, una sciolti e dritti alla BB, l'altra raccolti a chignon (Ma forse era un toupet) poi una delle due aveva gli stivali. Urka... Mi bolle subito il cervello e quasi anche l'acqua della batteria dell'auto. Io naturalmente ero travestita da squallido uomo, pantaloni di una tutta da casa, maglione della nonna, faccia da c**o e chi peggio ne ha peggio ne aggiunga (Dimenticavo... scarpe da tossico). Le oltrepasso con gli occhi fuori dalle orbite come Tom quando vede Jerry che gli beve il latte, e vado avanti per fare inversione in un piccolissimo parcheggio laterale. Non dovevo infatti prendere quella strada ma siccome dovevo guardare, l'avevo fatto. Giro e inizio il ritorno. Intanto focalizzo gli occhi anche sulle frequenze infrarosse e a raggi x. Ma il buio non permetteva più di tanto. Al passaggio tutto quello visto prima era confermato: due tipe da... urka... alte almeno 175 + tacchi, bionde entrambe, una con gli stivali appena sotto al ginocchio con le cinghie legate lateralmente tipo stivali da motocross. Avevo già visto una cosa simile una sera con Lorenzo a RM quando noi poveri esseri infimi entrambi travestiti da uomini eravamo a zonzo per le zone adiacenti all'albergo Pyramid. E anche quella sera, alla mia domanda di informazione chiesta ad una del gruppo (erano in tre), domanda posta in maniera gentile ed educata su quali locali ci fossero, per tutta risposta... non mi risposero nemmeno. Ben mi sta: gli inferiori si trattano così. Punto! Queste due tipe di stasera dovevano sicuramente andare in una discoteca qua a 300 metri da casa mia. Negli anni 70/80 era in voga con il pubblico maraglio di Bologna (All'epoca dei picchiatelli) poi chiuse, poi qualche anno di zumpappa (Il liscio) e poi altri anni di serate underground e alternative. Ed io pensavo che fosse ancora così. Ma la vista delle due tipe mi fa pensare... anzi... temere che sia divenuto un locale trasgressivo. Mentre sono rientrata a scaricare le ultime cose sono iniziate le riflessioni. Le cose + tristi...

 

Io essere trascurato, brutto insignificante vedo due robe del genere. Avrei potuto dirle qualcosa ma avrebbero reagito esattamente come le romane di prima e come Lola & amiche reagiscono ai ceffi che stazionano fuori dal Desi e/o della Nuova Idea. Eh già... Lola... i ceffi... le due tipe... io. Sono 1000 i paragoni, le proporzioni, i parallelismi che si possono fare ad iniziare dalla proporzione Io : Le tipe = I ceffi : Lola. Anche se io non avevo propositi suini, resta lo stato di inferiorità psicologica che permane in noi poveri portatori di pene dalla faccia da muratore. Resta l'handicap del servilismo io suddito tu regina. Resta la differenza di status. Forse se fossi stata la luminosa Lola tipica del Desigual, le avrei anche potute avvicinare e sono certa che loro mi avrebbero quantomeno fatto un sorriso di cortesia e gentilezza, di amicizia e solidarietà, magari anche 4 chiacchiere, forse forse un cellulare... Ma ero nei panni sbagliati, nel ruolo sbagliato, di perdente, di servo della gleba, un ruolo di inferiorità totale e non solo per i 15 cm. di tacco e 5 di zeppa che mancavano alle scarpe da tossico che avevo. Forse Lola non se ne rende conto quando vede orde di guardoni al Desi che slumano con chissà quali pensieri. Che slumano con quel collo lungo come avevo io stasera, poco fa. Lola se ne frega e tiro dritta. Esattamente come loro, le tipe, che avranno notato un auto di un povero imbecille, che prima passa poi fa manovra e poi ripassa, come i ceffi al parcheggio del Desigual o gli extra fuori dalla Nuova Idea.

Che tristezza nascere poveri, provare la ricchezza saltuariamente per poi ripiombare nella povertà. E stasera ero il povero di turno. Stasera ero io ad essere dalla parte sbagliata. Stasera ero io ad avere il coltello dalla parte della lama. Forse è anche per questo che avrei voluto nascere donna.

 

Lola travestito da Luigi

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La prima volta di Anna

Tremori & timori di una tenera ragazza per la prima volta al disco-pub il 12 Ottobre '02


Devo dire che questa è stata la mia primissima uscita Enfemme.... ed è stata fantastica... anzi, questa mattina ero triste perchè credevo di aver sognato. Grazie ancora a Mara, Vanexxa e Carlotta per il loro appoggio...
Dunque , l'idea era di provare a casa di Mara il trucco , e poi eventualmente se non fossi stata soddisfatta.. mi sarei cambiata e sarei andata al Metam in borghese.
Niente di più falso!! In fondo lo speravo....
Quelle due imbroglione della Mara e della Vanexxa (vi adoro!!) già sapevano che mi avrebbero fatto vestire di tutto punto e truccare per poi uscire.
Comunque, il tempo scorre veloce... dopo aver letteralmente consumato il pavimento di casa di Mara, passeggiando nervosamente mentre lei era come se andasse a comprare le sigarette, arriva la Vanexxa sale su a casa della Mara; le vado incontro mi sorride (o ride????), mi dice che sto benissimo... e dice adesso andiamo...

Che???cosa??????? chi?????? "si, si andiamo" replica la Mara, "oramai non fai più in tempo a cambiarti (era quello che volevo), sta bene, vero Vanexxa??"

"Si - risponde lei - stai benissimo coraggio!"
"Si - commenta Mara - le ho detto che sembra una bella ficona... sembra mia zia che ha 40 anni" sigh!!!!, ride; lo so che scherzavi... e comunque Anna prende coraggio.
La porta si apre.. sento l'aria fresca che mi accarezza le gambe. (Bia aveva ragione!!), usciamo in strada.. ho il cuore a mille e tocco il cielo con un dito. Più volte sento i miei passi che risuonano nella strada... mi guardo intorno e l'emozione e la paura è così forte che credo davvero di svenire.

E' BELLISSIMO!!!!!! poter finalmente uscire per quello che si è. Il momento di felicità si interrompe quando poco lontano c'è un tipo fermo davanti alla sua macchina che aspetta qualcuno. Ci nota (almeno io credo)... panico di Anna... e adesso cosa dice? che fa?
Nulla, assolutamente nulla: continua a farsi i fatti suoi. Riprendo coraggio accavallo le gambe, salgo in macchina, si parte dopo l'appuntamento dato alla Carlotta alle 23.00 vicino casa di Mara con canonico ritardo di 20 minuti.
Arriviamo al Metamorphosis. Non avrei mai immaginato, o meglio immaginavo tutto... con le mie paure e le mie incertezze la serata è stata splendida..
Parcheggiamo; ancora una volta dico di avere una fifa nera ma tutte sorridono, anzi ridono! Mi offro volontaria come antifurto per la macchina chiedendo di rimanere dentro a fare la guardia.
Niente, tocca uscire: un nugolo di ragazzi sta vicino all' entrata del Meta, io provo a camminare: dapprima decido di ancheggiare un po', poi mano mano che mi avvicino le articolazioni si irrigidiscono, sembro un pezzo di stoccafisso... guardo le mie tre sostenitrici... proseguo...
Sento qualche commento, apprezzamenti & battute. Chiedo al mio cervello di filtrare i suoni, anzi di rendermi sorda per tutta la serata. Comunque entriamo, facciamo una rampa di scale, incrociamo un altro gruppo (misto uomini e donne) e anche qui i commenti non si risparmiano. Finalmente arriviamo all'ingresso della sala e il mio cuore si blocca: una milionata di sguardi fissava noi, solo noi ed un dj sottolineava ad alta voce (tipo 20.000 WATT): "Benvenute alle amiche della LOLAAA!!!".
Oddio adesso che faccio... la Vanexxa e Mara sorridevano, la Carlotta, un po' frastornata dal caos, rideva anche lei. Io ero immobile: una statua. Ma all'improvviso l'atmosfera cambia: un bella ragazza ci viene incontro, ci saluta, ci dice che ci darà un tavolo poi la Vane e Mara passano a salutare l' Aurora; me la presentano: è molto carina e con noi gentilissima ci porta al nostro tavolo dopo averci fatto conoscere un po' di persone tutte davvero simpatiche.

Arrivo al tavolo presso che incollata alla Vane (Vane, perdonami devo essere stata pesante), noto che tutti mi osservano, anzi ci osservano. Mi seggo tra la Vane e la Mara e rimango immobile per un po'... poi pian piano mi accorgo della realtà: nessuno mi guarda, tutti sono intenti a divertirsi e a chiaccherare; riprendo fiato e ordiniamo da bere, la serata va avanti. Mara, strepitosa teenAger balla e si scatena io e la Vane rimaniamo sedute chiaccherando un po', Carlotta, non abituata al frastuono della musica a palla si tappa le orecchie... ma poi catturata dalla stessa incomincia a ballare e cantare; mi sto divertendo un casino...!!!
Poi ci raggiungono la Monica e la sua compagna, Mary (credo), sono simpaticissimi.. .saluta la Vane e Mara, ci presentiamo e vi dico che sono davvero una bella coppia; io e la Vane invidiamo un po' la mise della Mary: abitino in vinile rosso e i suoi stivali stupendi; con loro parliamo di come verremo il 16 Novembre.
Il Dj, con una cadenza di 20 minut, saluta noi "le amiche della Lola" giusto per non farlo notare ai quattro trilioni di persone presenti..
La serata scorre sempre più veloce, io e la Carlotta (giusto per non smentire il nostro passato da alcoliste - hehhee!!!) ordiniamo una birra, l'effetto diuretico della birra lo conoscete vero? bene, ad un certo punto (sempre ferma ed immobile sulla sedia) avevo la vescica gonfia come un canotto per otto persone ma la timidezza di alzarmi ed andare la bagno delle signore era più forte di me, Vanexxa mi guarda e dice: "sai, Anna devo andare la bagno", io con occhi tipo condannata a morte le rispondo che anch'io... e lei nel suo candore mi risponde: "scusa Anna, ma le ragazze vanno sempre in due al bagno, no?"
E così mi alzo ed andiamo al bagno con la Mara che ci scorta, orami provetta di questa acerrima prova di coraggio (Anna sei una frana), entriamo e dopo due minuti due ragazze entrano e mentre aspettano il loro turno, Mara comincia a chiaccherare con loro: bè, sono molto simpatiche.. Usciamo e cammino disinvolta tra i tavoli: acquisto sempre più sicurezza....

Sono oramai le 2,40 siamo tutte un po' stanche (io per prima) così decidiamo di andare. Dopo i saluti con Aurora e le sue amiche ci dirigiamo fuori dove una ragazza (conoscenza di Mara, Vanexxa e Lola) ci propone uno scambio di organi riproduttivi: mi spancio dalle risate..
Usciamo fuori: qualche foto di rito nel parcheggio, sono al settimo cielo dalla felicità e mi ripeto che è tutto stupendo! un sogno dal quale non vorrei svegliarmi mai più...
Torniamo a casa della Mara. Ora Anna è sempre più lei, nulla la può fermare: avrei dovuto, come promesso, struccarmi e cambiarmi invece no!! decido di tornare a casa così, con visibile sorpresa della Vane e della Mara.
Saluto Mara, chiedo alla Vanessa se può farmi strada per un pezzo fino alla svolta per Rho, lei gentile e paziente come sempre accetta. Sono sola in macchina, apro il finestrino, respiro la notte...

Arrivo a Rho, parcheggio lontano e percorro quel marciapiede lungo; cammino come Anna, risento i miei passi che echeggiano nelle mie orecchie: sono la persona più felice del mondo. Oltrepasso il portone di casa, cammino ancora un po': non voglio perdermi nulla.
Torno a casa contenta: mi spoglio, mi strucco, metto la camicia da notte...

tutto è come ho sempre sognato.

Anna.

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8 Ottobre 2002 - Marziane in pizzeria a Roma

Cronaca di una TRANSquilla serata romana a cura di Sonia.

 

Ieri sera alcune di noi si sono viste per andare a mangiare una pizza: nell'ordine di apparizione, Stefania, Francine, Moyerinne, Ketty e il suo amico.
La Stefy (mia suocera come l'ho battezzata ieri) sono andata a prenderla in un posto sul lungotevere alle ore 20.00. Lei puntuale scende con una mises (si dice così?) sobria e allo stesso tempo elegante da signora di una certa età ma non da vecchia signora.....insomma non come me che ancora alla mia età mi vesto come una ragazzina con le braccia scoperte.
Il tragitto è stato tranquillo e, per raggiungere il posto fissato, sono andata molto piano sia perchè come dice la Stefy sono una frana alla guida sia perchè eravamo in forte anticipo. Infatti ci siamo fermate a prendere un aperitivo a piazza barberini.
Malgrado tutto arriviamo con un quarto d'ora d'anticipo (ahi ahi) e infatti la puledrina inizia a scalpitare... io cerco di distrarre la sua attenzione ma alle 21 in punto lei fa (con il suo accento inconfondibilmente toscano): "Bene allora piccola o che noi s'entra?"

"Stefy, un attimo....dobbiamo aspettare le altre" "Ovvia - fa lei - ci raggiungono dentro". E poi subito mi dice "Tu te ti ci metti troppo farde in sulle gote" (mia suocera ehehehehehehehheheheh)
Scendiamo dalla macchina e per fortuna incontriamo puntuale subito la Francine (in borghese) e dopo pochi attimi la Moyerinne (piccola la mia figlioccia - ieri avevo tutta la mia famiglia anche mia nipote).
La Stefy, scalpitante, dopo i primi convenevoli, fa "allora s'entra".
Io le faccio rispettosamente notare che dobbiamo aspettare la Ketty e per fortuna la chiamo perchè la sbadata peggio di me si era dimenticata il mio numero e anche il posto dell'appuntamento.
La chiamiamo e lei sta girovagando per via cavour eheheheh; finalmente arriva, accompagnata, e dalla macchina ci mette un quarto d'ora a scendere tanto è alta..... alla faccia della sottoscritta che e' bassina (e si lamentano pure di essere troppo alte, senti queste).
Entriamo, ordiniamo, la Stefy, tiene banco con i suoi esilaranti racconti che ci fanno ridere di cuore e dopo un po' la Ketty fa: "Lo sai che assomigli proprio a mia zia, una bella donna". A dire la verità non so se sia un complimento o meno però io lo prendo come un complimento (va piò a mio favore!!!) e eccola là, ho tutta la famiglia riunita......
Aspettiamo con ansia l'arrivo della Betty Corsetti che ci da buca per la seconda volta....
La cena finisce, La bellissima Ketty va via, la Moyerinne risale sulla sua bici che però è azzurra (devi dipingerla di rosa eheheheeh) e io riaccompagno in albergo la Stefy con la promessa di rivederci oggi... siamo state d'incanto, tutte a raccontare le nostre esperienze di vita....
Queste sono le nostre TRANSquille serate romane


Sonia

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Avvistate 5 marziane a Milano in corso B.Aires.

Cronaca dell'incredibile uscita per corso Buenos Aires a Milano di Cocotte & C. - Ottobre 2002

 

Care amiche, la nostra Presidentessa Lola (hip hip hurrà mi ha chiesto di fare un riassuntino della uscita pomeridiana di ieri domenica 6 ottobre 2002, data storica in cui Cocotte è uscita con alcune di voi, e di giorno!!! Anche per Lola era la prima uscita daylight. E questa è la storia...

 
Prologo.
Come molte di voi sanno zia Cocotte ha 46 anni, e a parte qualche uscita solitaria en femme notturna (sempre verso l'una per capirci), non ha mai avuto occasione (in questi 8 anni di "en femme" completo, di cui i primi 4 closet assoluti) di uscire con amiche.
L'altra settimana Lola (in borghese in pizzeria) mi parla della prossima uscita a Milano, ed io per l'ennesima volta le dico che non posso assentarmi neanche stavolta. Le butto lì però che la domenica pomeriggio probabilmente avrò una delle poche occasioni per vestirmi (mia moglie sa, ma le mie figlie no).
Subito la Presidentessa, comincia a far ruotare le rotelle cerebrali e butta lì qualcosa come "Ok facciamo un'uscita pomeridiana a Milano, domenica"... e comincia a scattare l'organizzazione della Woman in Black.
"Sei mai uscita di giorno?" le chiedo un po' spaventata. Lola minimizza e dice che comunque era da un po' di tempo che ci pensava.
Cominciano i contatti con la "cellula milanese" e trova grande disponibilità di Samantha, che le presta il suo appartamentino in ristrutturazione per la notte del sabato.
Tutta la settimana non faccio altro che pensare, organizzarmi mentalmente, provare sistemi yoga di rilassamento (l'unica cosa che ottengo è un rilassamento della pancia ed un aggrottamento delle ciglia): una cosa è uscire di notte (adrenalina a 1000 ma anche la sicurezza di incontrare poca gente per strada), qui invece si tratta di un'uscita a Milano in pieno pomeriggio, e sinceramente comincio a vedere moltiplicati per un fattore 5 tutti i miei difetti (naso spalle gobba altezza pancia etc etc ). Sono orribile ma sono anche orribilmente eccitata dall'idea di essere per una volta "donna" (mi scusino le signore vere) tra la gente.
Mi sono domandata perchè una persona come me, apparentemente razionale, apparentemente logica, possa avere l'idea, cavalcando verso la "nonnità"(a marzo sarò nonn@) di fare un'uscita en femme tra la gente.


Dunque, ultimi preliminari. Dovrò raggiungere Milano verso le 14.30: Lola sarà stanca per la serata di sabato e quindi la mattinata le servirà per riposarsi e recuperare. Preparo la valigia negli ultimi dettagli (in realtà due sporte dove depongo abiti non proprio stirati, trucchi, etc...)
Domenica mattina partirò un po' prima della logica, quasi a mezzogiorno. Mi dico che per non disturbare il sonno di Lola, magari mi farò un giretto dopo aver preso il viaggio con assoluta calma...

Premessa (dopo il prologo)

Jeans, clark e camicia jeans (insomma in quel vestito borghese trasandato, dicasi "sportivo" tipico di tanti trav), sono partita alla volta di Milano. Sono le 11.30 o 12 (meno un po') col sole in fronte. La visibilità cè e quindi procedo senza fretta quando improvvisamente suona il telefono: è Lola che mi chiede dove sono, ed io le spiego che sono appena partita come da programma prestabilito. Mi informa che abbiamo un appuntamento a casa di Samantha, e che devo (DEVO!) essere lì alle 2 meno un quarto.
Come dire "mission impossible".
Ma la Presidentessa lo ordina e allora metto il turbo protonico della Mib-auto delle "Donne in Black".

Arrivo dove ha dormito Lola, in grande anticipo sorprendendola ancora con uno strato di trucco (un pastone rosa di quelli usati da Diabolik ed Eva Kant per fare le loro maschere) e le unghie finte (rosa anni 70 ovvio).

E non è un bel vedere.
Dopo l'impatto con Lola post atomica versione Cernobyl, entro nell'appartamento in ristrutturazione, dove, in una stanza ha dormito Lola e riposto le sue poche cose. Ovvero: valigie, montagne di materiale da trucco, sacchi di parrucche, culi finti, protesi mammellari e chi più ne ha più ne metta.
Voi credete che io stia scherzando, ma la camera è un'invasione di "Tutto Quanto per il Trav"; senza dimenticare stivali ascellari e altre amenità.
In questo marasma di oggetti e cose indistinte, mi ritaglio un metro quadrato sul letto per potermi sedere ed appoggiare le mie cose. Mi guardo attorno: trionfano sul tutto due protesi mammarie in gomma (silicone?) di cui non riesco ad individuare la taglia. Io uso da poco quelle che chiamo "due fettine di pollo" che portano il seno ad una B, se una ha come me solo un po' di ritenzione idrica. Invece le "pere" di Lola saranno una M.. forse forse una Q ed hanno l'aspetto di due "petti di cappone" natalizio. Accanto svettano due capezzoloni finti sempre di "tecnopolimeri" lavorati da Lola. Sembra che una grassa signora sia esplosa nella stanza, ma non ci sono schizzi di sangue sulla parete.

Lola finisce di struccarsi e si parte. Ha tenuto le unghie finte, poichè per incollarle non usa una colla apposita ma il Loctite. Infatti la sera farà fatica a toglierle senza strapparsi anche quelle vere.
Poco dopo siamo a casa di Samantha (in borghese, con Lola che fa un certo effetto con le unghie finte) che ci ospita a pranzo con Pamela (una donna bio, sua amica). Meno male, perchè non ho neanche mangiato un panino. ;)
Riso e "baccarao" (un baccalà cucinato alla brasiliana molto bene anche per chi come me ha l'allergia al pesce solo a guardarlo) e il tutto con tanto di Cabernet.

Lola inizia a parlare e riusciamo ad interromperla verso le 15, mi pare. Samantha è molto gentile. Si parla un po' del più e del meno introducendoci tra una pausa e l'altra di Lola (pause che usa solo per respirare uscendo dall'apnea).
Pamela, che ha già conosciuto Lola la sera prima, ascolta un po' sconsolata. Erano andate tutte in gruppo in un luogo squallido di Milano (a sua detta rinomato per la sua scarsa reputazione) che tanto però è piaciuto a Lola. Mah. Fuori gente volgarissima aspettava l'arrivo delle misses per eleganti commenti del tipo: "tipiacerebbeilmiocazzone?"
Pare che Lola si sia distinta precisando ai bifolchi che lei è "etero" e, resasi conto gli astanti che aveva travalicato le buone maniere, lì è iniziata probabilmente una graziosa conversazione sugli usi e costumi sessuali degli sciamani Aranda...
Il pranzo continua, io ascolto, ma non parlo molto, la tensione per la prossima uscita si fa forte e mica posso dire a Lola che avevo scherzato. Dobbiamo rientrare nell'appartamento per il cambio... di genere.

Samantha interpella Pamela e decidono di non seguirci (Samantha resterà in borghese); nel caso ci avrebbero raggiunti durante il loro giretto per il centro.
Fuori dal condominio ci aspettano in borghese Vanexxxxxa (non conosco il numero delle incognite) e Mara (credo che il nome sia Mara, ma il mio Halzeimer galoppa e la tensione aumenta quindi sono un po' qui ed un po' lì con la testa.
Vanexxa l'avevo già conosciuta a casa di Lola quest'estate: persona discreta con cui è difficile non trovarsi bene.
Mara, in versione maschile è un giovane esile ed efebico, di circa tre metri, nasino a punta, e 29 anni che mi riportano alla mia giovinezza...

Saliamo ed inizia la vestizione...
Capitolo 1: sapessi come è strano vestirsi a Milano

Eravamo io, Lola, Vanexxxa (vada per tre x) e Mara nell'appartamento a farci spazio tra le cose di Lola. Se io mi sono ritagliata un metro quadro, Vanexa (ha dovuto farsi piccola e perdere alcune x) non so.
Per contro Mara ha tre cose, tre in tutto, e le appoggia praticamente per terra tra i calcinacci della ristrutturazione. Mara vive con i genitori ignari ed ha un armadio così piccolo che Barbie la bambola ha preferito Ken. Però... però ve lo racconto dopo.
Lola si è già installata davanti allo specchio coi faretti da star (portati da casa) e comincia il trucco infernale.
Dovete sapere che con gli orari siamo già stretti, che il programma è uscire alle 5.30 e che normalmente Lola impiega 4 ore ed un po' per truccarsi (vi giuro che non sto esagerando e vi prego di credermi, anzi chiedo conferma a chi la conosce bene).
A disposizione noi altre tre abbiamo uno specchio impolverato, per cui quando possiamo le rubiamo qualche decimetro sugli angoli per vederci sotto lampadine un po' più wattose. Abbiamo paura di disturbarla; ci ha promesso che tirerà un po' via e ci metterà solo un'ora e mezza per truccarsi... Se sbaglia un gesto a metà, siamo fottute e non usciamo più.
Lola non ne ha molta voglia di vestirsi. E devo riconoscerle che probabilmente l'ha fatto solo perchè aveva preso un impegno con me. Gliene sono pubblicamente grata, grazie Lola per questa occasione che temo più unica che rara.
Stoica ha iniziato l'opera per preparare "zì Lola".

Mara che probabilmente anche lei come tante di noi ha poche occasioni per vestirsi ha provato un po' dei suoi collants, poi la mia parrucca, poi quella di Vanexxa, prima di rendersi conto che aveva dimenticato le scarpe a casa. Fortunatamente tra le cose di Samantha ammonticchiate in un angolo della stanza ne abbiamo trovate un paio che veramente sembravano le sue... e stava da dea.

Abbiamo cominciato un po' a vestirci ed un po' a truccarci, molto lentamente anche per non stressare Lola che tra un trucco e l'altro caccia delle bestemmie doc, che fortuna vuole le milanesi non riescono a tradurre. Tra un vaferdalpep ed un catvegnaucancherboiadlamadona tutto procede.
Si vede che Lola preferirebbe farsi tagliare una mano piuttosto che vestirsi e truccarsi, ma la Presidentessa ha preso un impegno e... cascasse il mondo lo rispetterà.
Grazzie Lola.


Verso le cinque iniziano le pressioni, poichè se Lola mantiene quel ritmo dovremo contare su un anno bisestile per metterci due giorni di meno, ma sarà febbraio.
Mara ha finito di vestirsi per prima, e già da subito si capisce che è la più naturale e carina... Vanexxa subito dopo: tailleur rosso scarpe beige (eleganti sandali) e parrucca mora liscia... uno schianto. Alle due il palmares per "belle di giorno"... a noi il premio "Donne Coraggio 2002".
Io, beh mi sono lasciata consigliare da tutte. Vanexxa è tollerante, Lola mi dice che ho le tette troppo schiacciate e troppo su e che il trucco sugli zigomi è troppo alto, mentre Mara mi suggerisce di sostituire le decoltè rosse (sig) con delle scarpe col cinturino marron che stanno meglio con la gonna... obbedisco e credo che lei abbia ragione.
Purtroppo non potrò uscire con la borsa rossa che ci sta come i cavoli a merenda. Dio la mia coperta di Linus!!! Senza borsa a cosa mi aggrappo???
Lola ha un po' di difficoltà a scegliere tra le sue cose qualcosa di sobrio. Ci mostra cose frufru improponibili. Non saprei neanche come descriverle, magari ci pensano altre a darvi un'idea; alla fine sceglie una camicetta verde a quadretti (stile anni settanta, uffi!) e una gonna nera lunga. Sotto gli stivali ascellari che solo Lola trova via web: gli scarti dei berretti verdi americani che amano il drag ;-) Comunque....anni settanta per chi non lo avesse capito.
Verso le sei, dopo notevoli pressioni per far fretta a Lola, siamo pronte.

Siamo pronte, gasp.
Lola per tranquillizzarci dice "E' un po' buio", ma mente spudoratamente, perchè l'unica ragione dell'oscurità è che le tapparelle sono abbassate.

Siamo pronte, doppio gasp.

In strada si sente la voce, vicina, di una madre che chiama il figlio in cortile: sembra di essere a Napoli...

Siamo pronte... si lo siamo? si.
La più tranquilla è Mara: chiama i genitori per dire che rientra tardi. Vanexxa ha una calma... calmissima (come direbbe Miguel Bosè in quell'orrenda trasmissione che devo vedere con la figlia a volte).
Lacrime...lacrimissime, siamo pronte.
Ora decidiamo come uscire dal condominio per non dare nell'occhio. Lola preferirebbe due gruppi separati da qualche minuto. Io le faccio notare statisticamente che raddoppiano le possibilità di essere viste uscire da qualcuno.
Usciamo al buio (si fa per dire!!!) e in breve siamo fuori dalla porta.

Capitolo 2: Mission Impossible
Era ancora pieno giorno, di una giornata un po' uggiosa.
Ebbene dobbiamo varcare la porta del condominio.
Come sapete il peggior problema di noi trav non è tanto la disforia di genere, ma piuttosto la sindrome da braccino paralizzato: tante volte vestite di tutto punto, cappottino compreso, abbiamo appoggiato la mano sulla maniglia per uscire ed il nostro corpo si è come totalmente paralizzato, di fronte a quella via... di uscita dal closet.
Ebbene in questo caso il gruppo di noi quattro, in quattro e quattr'otto ha stabilito la posizione dell'auto di Vanexxa a dieci metri dalla porta ed è uscito impavido.
Una occhiata sui due lati come di chi ha fatto una rapina in banca e ha paura che qualche cecchino sia appostato sui palazzi di fronte... e via.
Siamo in quattro e fino all'auto assumiamo la tipica posizione a testuggine romana, che i comandati usavano per attaccare difendendosi al tempo stesso. La strada è vuota. Ben presto siamo in macchina.
Vanexxa alla guida, Lola davanti, io e Mara compresse dietro... ma tutte tiriamo un primo sospiro di sollievo.
Vanexxa ha una guida molto femminile, dolce, non veloce. Se avessi guidato io magari una vomitatina all'angolo della strada l'avremmo pure fatta. Invece tutto scorre.
In macchina nessuno ti nota.
Premesso che io sono miope (provo invidia per le talpe), per limitare l'impatto sensoriale con l'ambiente durante l'uscita mi sono tolta gli occhiali. Ma qui in auto li rimetto. Porto degli occhiali da sfigatino di quelli che vengono indicati come unisex: avete presente? E' il mio amico ottico che me li ha imposti contro una montatura modello televisore che avevo in precedenza e ora sono contenta della scelta.
Commentiamo che la gente è indifferente. Qualcuno butta l'occhio dentro la nostra auto ma non sembra accorgersi che queste quattro signore non rispettano le misure leonardesche... Forse l'autista dell'autobus sgrana gli occhi, ma forse è solo una mia impressione.
Secondo Lola tutti la guardano, e guardano solo lei, ed è preoccupata.
Dopo pochi minuti troviamo un parcheggio, e dobbiamo scendere dall'auto.
Dobbiamo.
Tumb, tumb, tumb, e tumb chiudiamo le quattro portiere della station wagon di Vanexxa. Mi aggiusto la gonna, e partiamo verso....
Stop. Rewind.Swwwwwwwwwwwwzzzzzzzzzzzzzz...
Dovete sapere che Lola voleva andare in piazza del Duomo, in non so quale negozio di scarpe "Il calzolaio matto" (?) che fornisce fino al 50 di piede. Lola porta qualcosa tra il 43 ed il 44, dove se la famiglia è piccola puoi viverci comodamente senza grosse ristrettezze. L'idea per fortuna era stata cassata da Samantha che aveva fatto capire alla presidentessa che la zona Duomo è sempre circondata da polizia, carabinieri ed ogni genere di autorità costituita.
Finalmente Lola si era convinta e si era optato per ... corso Buenos Aires!!!! Aghh.
Non si tratta appunto di una viuzza ma di uno dei corsi principali di Milano.
Ok.
Stavamo dirigendosi verso il corso per una strada perpendicolare, e non c'è stato da aspettare molti secondi prima di incrociare le prime persone curiose. In quattro eravamo assai facili da reperire, e abbiamo incominciato a sentire i primi commenti (in ogni lingua e dialetto): "quanto sei grande, ehi sei tanta...". Mi ero nuovamente tolta gli occhiali, in questo modo vedo tutto sfuocato e non ho il problema di incrociare uno sguardo, e ciò è molto rassicurante.
Ieri un amico di chat mi ha chiesto: "Ma ti hanno riconosciuta?". Molto gentile, crede che io sia il clone di Kim Basinger probabilmente. Certo che ci hanno riconosciute; molto passabili Mara e Vanexxa, impossibili da non intercettare me e Lola.

Ora qui ho un "missing time"; un vuoto temporale post traumatico, come se fossi stata rapita dagli alieni. Non ricordo quanto è passato da quel momento fino a quando abbiamo chiamato Samantha e Pamela, che stavano vascheggiando per il corso.
Ricordo solo che Mara galoppava a passo sicuro sui suoi trampoli muovendo sincronizzati i suoi due metri di gambe da gazzella. Vanexxa seguiva sculettando dentro il suo tailleur rosso, io e Lola inseguivamo ticchettando sui tacchi ed ansimando dopo un bel po' di metri. Rincorriamo e con voce flebile gridiamo: “Ragazze, pant pant, aspettate non correte”...
Ci guardavano; tutti per l'esattezza ci guardavano. I loro sguardi non erano come lame solo per il semplice fatto che avevo tolto gli occhiali. Lo sguardo si spalmava sopra di noi come la marmellata di melassa sul pane caldo... e quasi quasi era anche peggio. O meglio.
Pensavo: a marzo sarò nonn@. Mio nipote (stando almeno alla teoria di Lola) era in quel momento nel suo centesimo giorno avvolto e stretto dal liquido amniotico e dalla placenta che pensava a quando una volta uscito avrebbe indossato per la prima volta i collant di sua madre.
Ed io ero lì a fare... due vasche in centro a Milano...
Samantha (in borghese) e Pamela ci raggiungono. Siamo raccolti in gruppo e facciamo i nostri commenti, quando notiamo un extracomunitario che col labbro pendulo ci guarda attonito. Samantha, che in quel momento è l'unico uomo, ci difende. “qualcosa non va? hai bisogno?”. L'uomo scuote la testa , ma il labbro si abbassa verso terra inesorabilmente, ed solo una volta toccato il suolo se ne va.
Noi facciamo le signore e diciamo a Samantha che non è il caso di litigare e che bisogna comprendere, capire, insomma tutte quelle cose lì. Ci fermiamo in un piccolo bar, dove si mangia in piedi, mi sembra panzerotti salati. Ma sono senza occhiali e non ho per niente fame. Immaginate il perchè.
Pamela è seduta su uno sgabello alto e dall'alto della sua femminilità ci scruta magnanima. E' molto gentile. Guarda Vanexxa, Mara e Lola e dice “Te ti conosco, te pure e anche te ti ho visto ieri”... poi guarda me e dice “te non ti conosco”.
Abbiamo mangiato a pranzo insieme, rispondo, ed aggiungo che è molto gentile a far finta di non riconoscermi. Paghiamo il bar (gentile il proprietario: ci ringrazia per la nostra visita) e continuiamo la nostra passeggiata per negozi in pieno corso.
Pamela è molto gentile. Mi dice che una vera signora tiene le mani così e così che non sta gobba e che guarda in faccia la gente senza “guardarla” veramente.
Gobb@? Lo so, al liceo mi chiamavano l'avvoltoio, ero un dark antelitteram (1969) e passavo il mio tempo a disegnare sul banco evitando le noiosissime lezioni. Noto che siamo tutte un po' gobbette. Solo Vanexxa sembra che abbia una scopa piantata nel didietro, tanto procede con naturale “vanezzità”. Mara è un po' ricurva , ma la gazzellona fa un figurone comunque.
Io se mi tiro indietro non sono gobba ma rigida, e Lola ogni tanto guarda per terra. Penso che Lola tema più di tutte lo sguardo tagliente del prossimo e la sorpresa negli occhi delle mamme coi bambini piccoli ed innocenti (mamme tranquille saranno dei trav da grandi!)
Lola dice che ha paura di infilare un tacco in una grata. Camminiamo comunque a passo spedito, rincorriamo le altre e ci fermiamo, riprendiamo il cammino, guardiamo i negozi, i negozi ci guardano, la gente fuori dai negozi, il mondo, i satelliti orbitali...
Ogni tanto ci diamo un suggerimento, facciamo un commento, insomma c'è gioco di squadra. Samantha commenta circa la sua incoscienza, potrebbe incontrare amici o magari il suo capo che abita lì vicino...
Insomma una lunga camminata fin dopo le sette.
Ok è sera, ma non illudetevi, anche se fosse notte, in centro a Milano non è molto differente dal centro di uno stadio in notturna.
Ciò che sopporto di meno sono le soste davanti ai negozi: un bersaglio mobile è più difficile mi dico. Ci fermiamo noi e pochi metri più in là si creano sempre improvvisati capannelli di ogni latitudine ed etnia.
Camminando mi becco anche una manata nel culo da un extracomunitario: non è né uno struscio né una toccata prolungata: è una manata ferma e sincera!
Non so a chi lo dico delle sorelle. Mi sembra che non ascoltino, sono troppo concentrate a non... dare nell'occhio, in mezzo a questa folla di guardoni guardanti.
Infine ciliegina arriva Carlotta, 51 anni portati da dio, mora in tailleur nero... sarà lei ad accompagnare me e Lola all'appartamento, mentre le altre impiegando più tempo tornano all'auto.

Saliamo in macchina. Subito inforco nuovamente gli occhiali e incrocio lo sguardo tra l'attonito e l'ammirato (?) di un filippino sul marciapiede a un metro dall'auto, sarà l'ultimo sguardo inquieto della serata.

Parcheggiamo l'auto. Poi andiamo all'appartamento e cominciamo a cambiarci. Poco dopo arriva anche Vanexxa e Mara, poi Samantha insieme a Pamela.
Mi cambio velocemente, sono in ritardo sul ritardo previsto.
Saluto le amiche con rammarico di lasciarle così in fretta.
Torno a casa con la pace dentro e facendo 230 km senza accorgermene...

Cocotte


 

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