Il seno: l'oggetto del desiderio di tutte le T-donne

Natura matrigna

Ci sono T-girl simpatiche, antipatiche, spiritose o spitinfie, dolci o acide come vecchie zitelle, alte, basse, magre, lunghe, corte, ammodo, spudorate, ricche, povere, timide, fortunate, innamorate, sfigate, separate, ridicole, serie... e chi più aggettivi ha, più ne metta. Tanto si sta a parlare di normale umanità con i suoi comuni pregi e difetti.

Ma tutte (e quando dico tutte, dico proprio tutte tutte tutte) desideriamo, agognamo, bramiamo il SENO. Ognuna a suo modo, ognuna col suo stile. Ma tutte con il seno, che è il nostro grande oggetto di desiderio.

Chi se lo sogna felliniano e mastodontico, chi piccino e adolescenziale, chi si ispira a modelli ("lo vorrei come quello della Corna", "no, meglio quello della Bellucci"), chi ci ragiona sopra in termini etnici ("piccolo e tondo come quello delle orientali"), chi invece in termini geometrici ("triangolare con i capezzoli all'insù")... E in più ci sono anche le innumerevoli distinzioni e sfumature attorno all'attaccatura (alta, bassa, laterale, frontale), al colore e alla dimensione dei capezzoli finendo con la consistenza (ne ho sentite di tutte, dal "lo voglio tremolante come un budino" a "duro come sasso")...

 

Insomma quasi una follia collettiva!

Che fare?

Madre natura non ce le ha date, quindi bisogna arrangiarsi. Ecco un piccolo vademecum per le proprie personali e amatissime tette.
Otre a qualche nota su come sono fatte (quelle vere) e come farsele (finte - le protesi esterne - o semivere - le protesi interne), vi è qualche riflessione su come portarle... e non lo dico solo per il peso (che pure conta: conosco qualcuna che le è venuto il mal di schiena) ma soprattutto per come valorizzarle agli occhi del mondo senza diventare ridicole.
 

Il seno non è un paraurti cromato da mettere davanti alla propria automobile-corpo!

Impariamo a conoscere il nostro desiderio

Il seno è posto nella regione anteriore del torace tra la terza e la sesta costola ed è costituito da due mammelle.
Il seno di una donna adulta è funzionalmente diviso in due parti distinte. La prima dedicata alla produzione del latte (epitelio mammario: ghiandole a secrezione esterna, con struttura tubulo-alveolare), la seconda consiste di tutti gli altri tessuti che ne fanno la forma e lo supportano: si tratta di grasso, tessuto connettivo e di piccoli muscoli.
Il seno è impiantato sui muscoli pettorali che ne contribuiscono in parte al sostegno.
Le mammelle sono di forma semisferica o conica sormontate da una zona circolare più scura, l'areola, con al centro il capezzolo.
I capezzoli sono formati da tessuto erettile con fibre muscolari lisce a formare il muscolo areolo-mammillare. Il capezzolo ha una forma cilindrica o conica, è alto circa 1/1,5 cm. (con dimensione molto variabile) ed è ricoperto da cute rugosa. Il colore e le dimensioni del capezzolo e dell'areola variano da donna a donna e cambia in situazioni particolari.
Non esiste ne forma ne misura ideale per il seno, ma ci sono tipologie distinte caratterizzate da molti fattori come la costituzione, l'età o il portamento. Spesso il seno è asimmetrico e uno dei due è più voluminoso dell'altro e anche questa è caratteristica squisitamente costituzionale e molto comune.

Particolarmente importante è la cute che ricopre il seno per la sua funzione di contenimento e di sostegno.

Bisogna idratare e curare bene la pelle in questa zona del corpo, perché è soggetta a molte tensioni e può facilmente rilassarsi.

Basta pensare a come può cambiare la grandezza del petto in seguito a una dieta dimagrante per capire quanto sia importante mantenere integra l'elasticità cutanea il più a lungo possibile. Questo è vero per le donne ma anche per le T-donne, soprattutto se il seno è ormonale o chirurgico.
In generale il seno rimane pieno e sodo soprattutto quando i muscoli pettorali sono ben sviluppati: le donne (e le T-donne) con torace espanso tendono ad avere seni più sodi di quelle che hanno un torace contratto; quindi tenersi in forma e in tono fa bene anche alle tette!

Sfatiamo la diceria che seno grande è indice di massima femminilità: non esistono correlazioni tra le dimensioni del seno e le qualità personali o i tratti del carattere. La forma e la dimensione del seno ha valenza puramente estetica e solo il piacere estetico ci deve guidare allo scegliere e farci il nostro seno!

Trompe l'oeil!: come far credere di averle

Il trucco è basato sullo spingere quel po' di tessuto adiposo che anche tutti gli uomini hanno... il tutto aiutato da del silicone ben posizionato e da un adatto reggiseno. Personalmente non ne so nulla: non ho le conoscenze di chi degli effetti drag ne ha fatto un'arte o un lavoro.

Solamente vi faccio vedere cosa si può fare con un buon uso del fotoritocco: trentanni in meno e un fisico che potrò avere solo in sogno!

 

Portiamole in giro. Ovvero l'importanza del reggiseno

Clicka qui sopra per vedere come portare in giro le tette nuove che costosamente vi siete fatte!

Tette chirurgiche, ovvero IL SENO

Sistema radicale. La chirurgia plastica può fare miracoli e trasformare il peggior ranocchio nella più bella principessa...

Se ci si mette in quest'ottica, bisogna tener presente che la plastica va affrontata con un "programma globale" che riguarda anche il viso, la pelle e quanto altro serve per completare la propria femminilizzazione. Che senso hanno un paio di stupende tette impiantate in un corpo da lottatore greco-romano?

In altre parole - a meno che non siate particolarmente fortunate - la fabbricazione delle tette va progettata assieme alla ristrutturazione del naso e all'implantazione dei capelli (programma di minima) a cui eventualmente aggiungere: rasatura del pomo di adamo, snellimento fianchi e sistemazione del sederino (programma intermedio) ed infine il programma massimo che prevede interveti sul sistema osseo: sistemazione zigomi e ossa temporali, sistemazione ginocchia e gomiti, rifacimento denti e mascella e chi più ne ha più ne metta...

Il nome tecnico per il seno chirurgico è "mastoplastica additiva".

Il materiale delle protesi è un composto a base di plastiche siliconiche inguainate in una apposita pellicola sterile di opportuna forma e dimensione. Il silicone ha proprietà elastiche e conducibilità termica simile a quella del grasso cutaneo, così che il risultato appare del tutto comparabile con quello di madre natura. Ma, a differenza di quelle naturali, non vi è ricambio naturale di silicone, così che dopo un tot di anni tocca sostituire le protesi. Oggi i tempi di validità, prima di tornare dal chirurgo, è di 10 - 15 anni.

Sostanzialmente le tecniche di intervento sono tre: con un taglio alla base del seno (vantaggi:  non si incide sulle glandole mammarie, semplice, sicura e permette più facili sostituzioni; svantaggi: si vede la cicatrice), incisione attorno all'areola della mammella (vantaggi: cicatrici praticamente invisibili, abbastanza sicura; svantaggi: perdita delle funzionalità della glandola mammaria), incisione sottoascellare (vantaggi: cicatrice invisibile, salvaguardia delle glandole mammarie; svantaggi: operazione più complicata e difficoltà di sostituzione).

Con l'intervento si pratica una tasca per l'inserimento della protesi; la tasca può essere sotto il muscolo pettorale o fra l'adipe e i globuli mammari.

Nel primo caso la tecnica di incisione utilizzabile è quella alla base del seno; i vantaggi sono che si ha una miglior conformazione del seno e una maggiore durata della protesi, lo svantaggio è una cicatrice più evidente; nel secondo caso il vantaggio è la possibilità di usare tecniche di incisione con cicatrici invisibili ma lo svantaggio di una forma un po' meno "naturale". Se amate girare per strada con le tette al vento, la scelta per la seconda tecnica è quasi obbligata.

 

FAQ

1. E' vero che in aereo possono esplodere?
No, è una leggenda metropolitana. Le protesi sopportano carichi di rottura superiori ai 200 Kg, quindi...
2. E' vero che favoriscono l'insorgere di tumori?
No, non vi sono evidenze di alcun tipo in tal senso. E la statistica medica dura ormai da oltre venti anni
3. E' vero che le protesi possono generare cisti fibrose?
Si, la possibilità esiste, anche se con incidenza molto bassa. Tuttavia le più recenti protesi sono fabbricate per minimizzare tale rischio e sembrano sicure.
4. Il seno rifatto è diverso da quello vero?
Dal punto di vista fisiologico, naturalmente si; dal punto di vista estetico no, è indistinguibile se ben fatto.

Tette ormonali, ovvero la potenza della chimica.

L'assunzione di ormoni è un valido sistema per far crescere le tette. Valido ma non privo di qualche altro effetto: gli ormoni influenzano tutto il corpo e assumerli solamente per far crescere il seno non è una buona strada.

Per saperne di più sugli ormoni andate alla pagina chimica! ci trovate un breve elenco degli ormoni più diffusi o conosciuti per la femminilizzazione del nostro corpaccione.

Ricordate comunque che le tette ormonali saranno sempre piccine e "adolescenziali": dimenticativi qualunque cosa oltre una striminzita seconda.... se questo è il vostro desiderio e se transizionate, questa è la via giusta.

Tette finte, ovvero le protesi esterne.

Qui si entra nell'arte del "montaggio" delle cose temporanee da praticare per una serata trav...

Cominciamo dal fai-da-te.

Non è elegante usare come tette i calzini sporchi. Diciamo la verità: chi, all'inizio della propria carriera di trav non ci è passata? Però non è un buon sistema a causa della scarsità di tenuta della forma, per non parlar del resto...

E' pericoloso usare palloncini pieni d'acqua. A me non è mai accaduto, ma so di di casi di esplosioni con relativa doccia in pubblico!

E' irrealistico usare sacchetti pieni di semi, farina, miglio, e chi più fantasia ha, più ne provi... non tengono la forma e (anche se meno rischiosi dell'acqua) esiste il rischio di lasciare una traccia alla Pollicino sul pavimento.
L'unica via sono le protesi esterne.

Comprarle è relativamente facile (vai alla pagina Shopping), comprarle giuste è più difficile; e visto che sono piuttosto costose, una buona scelta è essenziale. Materiale di fabbricazione, confezione, forma e dimensione sono le cosa da valutare attentamente.

Il materiale. In commercio se ne trovano in schiuma di lattice e in silicone. Quelle in lattice sono molto economiche ma sono anche distanti dal vero: troppo leggere, poco elastiche e troppo bianche: soldi buttati.

Il silicone, se di buona qualità, ha consistenza colore e dinamica del tutto simile a quella della cute umana e può portare a risultati decdenti... Le migliori protesi al silicone usano quello di tipo medico che ha consistenza un po' più morbida della media e lo stesso colore della pelle.
La confezione. La forma di silicone è inguainata in una sottile pellicola plastica che la contiene; la pellicola deve consentire l'uso di appositi adesivi, deve essere sufficientemente robusta e soprattutto atossica ed anallergica.

La forma. Il seno giusto è quello che si attaglia meglio al proprio fisico: se avete torace ampio e corto, meglio il seno triangolare: se siete lunghe e magre, meglio il seno tondo. Comunque è importante che la forma della protesi abbia sul dietro sufficiente incavo per aderire bene al busto; optional gradito infine la forma asimmetrica che consente il miglior posizionamento del seno sul busto.

Le dimensioni.  Mi raccomando, ci vuole tatto! Non esiste mettersi una 7° solo perché madre natura non ve le ha date dalla nascita: poiché si può scegliere, mettiamoci addosso una misura che appaia naturale e giusta per il nostro corpo: seni si, respingenti no!

 
 

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